La quotidianità di un Pro Player, l'educazione e la crescita dei talenti del mondo eSports

Marco Deiana
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Con la seconda giornata si è chiusa l'eSports Summit 2020, l'evento organizzato da Social Media Soccer legato al Social Football Summit 2020. Quest'anno infatti si è deciso di dedicare due giorni interi al mondo eSports, un settore in continua crescita.

Nel pomeriggio odierno si è parlato della vita e della quotidianità dei Pro Player, dell'educazione e crescita dei ragazzi legati a questo settore, degli obiettivi della eSerie A (il campionato virtuale di Serie A) e gli investimenti nel mondo eSports.

Come rilanciare il mondo eSports post Covid?

Mattia Perucca, Growth Marketer di BuddyBank: "Quando si parla di eSports si deve parlare di opportunità. Come Buddybank, in quanto azienda digitale, eravamo pronti operativamente alla pandemia ma sapevamo che avremmo sofferto lato marketing. Per questo abbiamo deciso di investire sugli eSports, per intercettare un target a cui parlare lanciandoci in un fenomeno che poteva darci grande successo in termini di visibilità. Gli eSport in periodo di Covid sono stati quindi un’opportunità a cui però dare continuità nel prossimo futuro".

Luca Pardo, Fondatore Studio Legale Ontier: "Il Covid ci ha insegnato non ad accantonare gli eventi fisici in favore del digitale, ma piuttosto una evoluzione del passaggio dalla realtà fisica a quella virtuale. Partiamo sempre da una dimensione fisica per arrivare a quella virtuale. Mancano logicamente le esperienze fisiche, ma nel prossimo futuro si avrà coscienza di poter fruire di un evento anche in forma digitale e virtuale. Il successo degli eSports durante la pandemia ha avvicinato tanti imprenditori e investitori con molte meno paure rispetto al passato".

Tommaso Zeppetella, Head of Gaming Advertising di Azerion: "Il Covid ha permesso di dare una vetrina pazzesca al mondo degli eSports. Abbiamo vicino a noi tantissimi esempi di persone che hanno conosciuto questo mondo per via della situazione di pandemia che stiamo vivendo. Su Azerion abbiamo visto che ci sono tanti target da intercettare e raggiungere. Il prossimo passo sarà quello di unire virtuale e reale, obiettivo ad oggi molto distante".

La vita del Pro Player

Alex Alguacil del Bayern Monaco: "Ho iniziato per divertimento. Il passaggio a Pro Player è stato la realizzazione di un sogno, ma dietro c'è tanto lavoro, tanto allenamento e tanto sacrificio. Bisogna essere pazienti e lavorare molto. Attendere il momento giusto per arrivare a ottimi risultati. L'aspetto più difficile da allenare è quello relativo all'analisi tecnico/tattico delle partite. Non è facile rimanere concentrato ed avere una visione analitica su se stessi sempre".

Daniele Paoucci (Prinsice) di MKERS: "La mattina mi alleno facendo attività fisica, il pomeriggio mi alleno in streaming e la sera la dedica alla comunicazione sui social. L'aspetto social è molto delicato perché ad esempio tutte le persone che troviamo sui social hanno dei grandi pregiudizi e purtroppo non è facile far cambiare l'opinione pubblica. Spero che il futuro possa riuscire a far cambiare rotta e pensiero. L'aspetto più difficile da allenare è quello di saper fare le scelte giuste al momento giusto. Saper interpretare le partite e saper anche ascoltare l'allenatore in questo aspetto, la testa fa la differenza ad alti livelli".

Nicola Lillo (Nicaldan) della eNazionale TimVision PES: "Indossare la maglia azzurra è stata un'emozione unica ma anche tanta pressione e tanto orgoglio. Dal mio punto di vista è molto più difficile allenare che giocare. Quando devi cercare, soprattutto ai giovanissimi, di spiegare l'approccio che bisogna avere ad una partita è molto complicato trasferire le competenze. Bisogna saper fare autocritica per migliorare e maturare come ePlayer. L'aspetto più difficile da allenare è la testa. Un focus sempre alla partita e non pensare agli episodi. La concentrazione è fondamentale".

Gli obiettivi del campionato eSerie A Tim

Alberto Elia, Marketing Manager Lega Serie A: "I club hanno vissuto, fin dall'inizio della eSerie A Tim, questa avventura come un'opportunità generando un senso di collaborazione e condivisione tra gli stessi club e la Lega. Oltre questo anche la messa a disposizione da parte delle squadre di asset, come i calciatori, che solitamente utilizzano per generare benefici individuali. Con la eSerie A Tim invece si è creata la possibilità di lavorare insieme anche e soprattutto sotto il punto di vista di strategia e visione".

Andrea David Rizzi, Strategic Partnership Manager Southern Europe Media & Sport Youtube: "Youtube è la piattaforma, secondo i sondaggi, più importante per la fruizione degli eSports. Oggi dobbiamo lavorare sull’intercettare gli appassionati convivendo con la loro personale gestione del tempo, creando quindi un intrattenimento che si inserisca perfettamente all’interno delle loro abitudini".

Francesco Alivia, Marketing Manager, Sponsorship & Strategy di Infront Italy: “Nel settore eSports c’è una mancanza di regolamentazione in un mondo che è in continua crescita ed evoluzione. Dal punto di vista della normativa ci sono differenza abissali rispetto allo sport tradizionale. Chiaramente c’è una predominanza del comparto sponsorship per sviluppare un business ad alta redditività come eSports ma ci sono altri comparti da far crescere, come per esempio il ticketing. Ci deve essere collaborazione tra tutti gli stakeholder per cogliere le opportunità che il futuro degli eSports ci metterà davanti”.

"Sulla eSerie A abbiamo chiesto uno sforzo importante ai club per centralizzare i diritti e per godere di una forza contrattuale maggiore con gli sponsor. L'obiettivo è creare un modello che possa essere sostenibile nel futuro, senza escludere gli attori principali del settore ma piuttosto con la volontà di lavorare come sistema".

I benefici nell'investimento negli eSports

Stefano Capelli, vicepresidente di Atmosfera Sports: “Il mondo degli eSports sono attività prive di scuole giovanili, quindi abbiamo pensato ci fosse bisogno di organizzare ciò che manca sul mercato. Noi abbiamo pensato di farlo in maniera strutturata dove la crescita dei talenti è la chiave di volta. Serve pazienza. Per fare questo, Go Project ha deciso di unire le forze: la sua, quella di Social Media Soccer e Atmosfera Sports”.

Luca Pagano, CEO e cofondatore di QLASH: “Il brand Italia è molto spendibile all’estero e possiamo trasmetterlo grazie agli eSports. Il calcio fa parte della cultura italiana, sposta la comunicazione, gli investimenti dei dipartimenti marketing delle aziende, quindi direi di partire dal calcio, per fare anche altro. Ora è più facile spiegare le opportunità del mondo eSports, spiegandole come se si trattasse di calcio tradizionale e per certi versi molte dinamiche sono le stesse”.

Tommaso Maria Ricci, cofondatore di MCES Italia: “Unendo le forze tra i team italiani possiamo riuscire a portare gli eSports al di fuori del nostro paese, vincere trofei importanti e ricevere l’interesse di stakeholder interessati al nostro prodotto. In questo senso il progetto eSerie A aiuterà molto. Nel prossimo anno vedremo una rivoluzione di questo mondo”.

La professionalizzazione degli eSports

Melvyn Wolthers, fondatore e direttore di Bundled: “Quando avevo dodici anni il gaming era un modo per andare via dalla strada. Oggi la situazione globale ha alzato il livello competitivo degli eSports, anche se in alcuni Paesi veniamo visti con distacco“.

"I genitori devono essere i più influenti sui ragazzi. Bisogna essere in grado di capire come lavorare e come migliorarsi, anche con il lavoro degli allenatori. È necessaria una combinazione tra tutte le persone che ruotano intorno ai giovani talenti per indirizzare la loro educazione e formazione. Gli stessi giocatori devo guardare ai giusti modelli per loro, e noi come agenzia pensiamo che sia importante essere sempre presenti per i nostri giocatori