La rabbia del mondo Lgbt a Bologna: "Non è un Paese per Renzi, Salvini e Meloni"

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(Photo: Gedi)
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Migliaia di persone hanno riempito piazza Maggiore, nel cuore della città di Bologna, per protestare nuovamente contro la bocciatura della legge anti-omofobia decisa, con voto segreto, a Palazzo Madama. Dopo il corteo di mercoledì sera, Rivolta pride, la rete cittadina di collettivi Lgbt, torna in piazza a Bologna per far sentire la propria voce dopo l’affossamento, avvenuto proprio mercoledì in Senato, del ddl Zan.

Il ‘crescentone’ della principale piazza cittadina, davanti alla basilica di San Petronio è stato completamente occupato dai manifestanti, con musica, cartelli, striscioni e bandiere arcobaleno. Un’iniziativa che fa il paio con quanto deciso dal neo sindaco Matteo Lepore, che ha stabilito che questa sera Palazzo Re Enzo sarà illuminato con i colori dell’arcobaleno, mentre da oggi una bandiera arcobaleno sarà esposta su Palazzo d’Accursio, sede del Comune, che si trova proprio in piazza Maggiore. Di diverso tenore i cartelli sollevati dai manifestanti, che riportano frasi come “Senza il ddl Zan la legge non è uguale per tutti”, ma anche critiche molto dure alla destra italiana, che ora, si legge su un cartello, è “definitivamente fascista”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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