La rabbia di Fede: «Il mio licenziamento? Colpa di Confalonieri»

Dopo 19 anni lascia la guida del TG4. Al suo posto Giovanni Toti

Finisce, e in maniera brusca, dopo vent'anni, l'era Fede nelle televisioni di Berlusconi. «In una logica di rinnovamento editoriale della testata, cambia la direzione del Tg4», recita una nota Mediaset. «Dopo una trattativa per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro non approdata a buon fine, Emilio Fede lascia l'azienda. Mediaset lo ringrazia per il lavoro svolto in tanti anni di collaborazione e per il contributo assicurato alla nascita dell'informazione del Gruppo. Giovanni Toti, direttore responsabile di Studio Aperto, è il nuovo direttore designato del Tg4». Martedì si era diffusa la notizia che Fede avesse tentato di portare 2,5 milioni di euro in contanti in una banca svizzera, rifiutati.


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Circostanza questa che il giornalista aveva seccamente smentito, parlando poi di una voce diffusa proprio per fargli lasciare il Tg4. «Qualcuno vuole incastrarmi», aveva subito detto. «Perciò mi aspetto che i magistrati facciano luce». I rapporti tra il giornalista e Mediaset erano alle corde da un po' di tempo. «Mi hanno offerto un contratto di tre anni più altri due, la conduzione di un settimanale di informazione», pur di lasciare il Tg4, aveva detto Fede. «Ho solo chiesto che slittassimo di qualche mese». Ieri sera però le trattative non sono andate a buon fine. E mentre mezza Italia era incollata alla Tv per vedere il Milan, mentre Berlusconi era allo stadio ad ammirare Messi, alle 21 Mediaset stila il comunicato. La colpa? Per Fede è un complotto di Fedele Confalonieri. «C'è la sua mano», spiega a Repubblica. «E' lui che l'ha architettato e portato a segno».

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Siciliano, 80 anni, Fede ha iniziato a lavorare come giornalista nel secondo dopoguerra a Roma e a Torino. Collabora da subito con la Rai dall'inizio, nel 1954. Nel 1964 sposa Diana De Feo, la figlia di Italo De Feo, allora vicepresidente dell'azienda. Hanno due figlie. Dal 1981 al 1983 dirige il Tg1. Il rapporto con la Rai finisce nell'87 dopo un processo per gioco d'azzardo (finito con l'assoluzione). Arriva in Fininvest nel 1989, dirige Video News e Studio Aperto. Nel 1993 passa al Tg4, dove è rimasto fino a oggi, accompagnando con un sodalizio finora inossidabile l'entrata e la carriera in politica di Silvio Berlusconi. Nell'ambito dello scandalo Ruby, è indagato per favoreggiamento della prostituzione.

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