La raccolta di firme degli anti-natalisti contro la sovrapopolazione nel mondo

gabriele fazio

Non è facile approcciarsi a certe teorie talmente contrarie al sistema che regola la vita dell'uomo sulla terra da risultare bizzarre, alle volte del tutto folli, regolarmente divertenti. Eppure il movimento anti-natalista esiste ed è molto più sviluppato e “pensato” di quanto possiamo immaginare. Si tratta di una vera e propria presa di posizione filosofica contro la nascita di ulteriori bambini nel mondo. Una posizione dalle radici molto antiche, risalenti all'antica Grecia, come riportato dalla BBC, e condivisa, secondo Wikipedia, anche da personaggi come Giacomo Leopardi e Arthur Schopenhauer, una posizione che nel suo cinismo paradossalmente risulta essere tutt'altro che anti-umanista.

Certo, una posizione estrema, su questo non c'è dubbio, che ha portato un ragazzo indiano di 27 anni lo scorso febbraio a denunciare i propri genitori per averlo messo al mondo. “L'esistenza umana è totalmente inutile - ha dichiarato - Tante persone soffrono. Se l'umanità fosse estinta, la Terra e gli animali sarebbero più felici”.

Basta fare un giro su YouTube per rendersi conto che sotto l'ala dell'anti-natalismo si celano le teorie più disparate. Da quella molto green sulla salvaguardia dell'ambiente, basata sul concetto indubbiamente corretto che sia stata la razza umana a distruggere in maniera probabilmente irreversibile il proprio pianeta; a quella concettuale, molto in voga tra l'altro, secondo la quale nessuno ci ha chiesto il permesso di metterci al mondo, sarà folle ma è anche molto vero. 

E poi anche quella che punta, al contrario, alla sopravvivenza dell'uomo: si tratta di calcoli già ampiamente fatti riecheggiare sul web attraverso numerose teorie complottistiche, che dimostrerebbero come e quanto le risorse del pianeta non siano sufficienti a lungo termine per tutti e, di conseguenza, quanto sia stupido far nascere altre bocche da sfamare.

È chiaro che non tutti gli anti-natalisti sono fini pensatori come i succitati Leopardi e Schopenhauer, che l'articolo della BBC evidenzia come siano molti gli adepti a tale pensiero che soffrono dichiaratamente di disturbi mentali o siano estremi attivisti ambientali. “A giudicare dalle posizioni nei gruppi anti-natalisti c'è chiaramente una grande sovrapposizione tra le loro idee e l'attivismo ambientale; sento che è egoista avere figli in questo momento", aggiunge Nancy, un'appassionata vegana, attivista plastic free e per i diritti degli animali e istruttrice di yoga nelle Filippine, sentita proprio dalla tv di stato inglese: "La realtà è che i bambini nascendo distruggono l'ambiente".

In questo momento è in atto una raccolta firme da far arrivare direttamente sul tavolo delle Nazioni Unite un dossier dal titolo: “Radice della sovrappopolazione e della catastrofe climatica - il parto in tutto il mondo si ferma ora”. Relazione sottoscritta da circa 27 mila persone. Un pensiero vago almeno quanto vario l'anti-natalismo, tant'è che lascia spazio a posizioni più morbide rispetto a chi vorrebbe eliminare il problema alla radice, di fatto, sradicandola. “Il nostro obiettivo è raggiungere l'armonia tra la razza umana e il pianeta in cui siamo fortunati ad abitare", afferma Robin Maynard, direttore di Population Matters, un gruppo che non professa lo sterminio della razza umana ma appoggia diversi aspetti del pensiero anti-natalista. "Se abbiamo meno figli in tutto il mondo e famiglie più piccole, possiamo diventare una popolazione molto più sostenibile".

In realtà, sempre nello stesso articolo, viene spiegato dal corrispondente della BBC Global Population Stephanie Hegarty, che non possiamo sapere con certezza quale sarà il nostro futuro, di che morte moriremo, se vogliamo dirla come un anti-natalista, sappiamo che nei prossimi 80 anni probabilmente arriveremo ad essere 11 miliardi, ma quanto questo influirà effettivamente sulle risorse del pianeta, resta domanda senza risposta precisa.

Nel frattempo in rete dilagano teorie “grigie” sulla natalità, c'è chi sostiene che dovrebbero essere interrotte automaticamente tutte le gravidanze a rischio, chi vorrebbe vietare alle donne di restare incinte in zone di guerra o se appartenenti a famiglie con un basso reddito; e chi ammette senza alcuna vergogna lo “schifo” che prova guardando una donna in attesa del parto.

Altro movimento ancora è quello che viene chiamato Voluntary Human Extinction MovemenT (Movimento per l'estinzione umana volontaria), che sul sito ufficiale si presenta così: “Il VHEMT (che si pronuncia vehement, parola inglese che significa veemente) è un movimento, non un'organizzazione. È un movimento portato avanti da gente che ha a cuore la vita sul pianeta Terra. Non siamo un gruppo di disadattati maltusiani misantropi e asociali che provano un piacere morboso ogni volta che qualche disastro colpisce gli umani. Non potrebbe esserci nulla di più distante dalla realtà. L'estinzione umana volontaria è piuttosto l'alternativa umanitaria ai disastri che colpiscono la gente”.

Un sito che lascia ampio spazio anche alle domande più comuni che vengono immediatamente in mente a chi non conosce tali teorie, tipo “fate davvero sul serio?”, (la risposta è si), “i volontari si aspettano davvero di riuscire nel loro intento?” (anche stavolta la risposta è si) e anche “Chi ha fondato questo movimento?”, il suo nome pare sia Les U. Knight, ed è uno pseudonimo, di lui ciò che si sa è che è l'autore che si cela dietro il motto di tutti coloro i quali vorrebbero la razza umana spazzata via dal pianeta: “Si possa noi vivere a lungo ed estinguerci”.