La ragionevole incoerenza della comunicazione politica di Trump

alessandro galiani

Donald Trump con le sue twittate giornaliere ha cambiato la comunicazione politica, non l'ha rivoluzionata ma si è adeguato ai nuovi tempi di Internet, e cioè a un'epoca in cui la coerenza politica è ormai un ferrovecchio, un vecchio arnese in disuso. Anche a Trump la coerenza non interessa particolarmente, quello che che gli preme è l'efficacia del messaggio, dettare l'agenda politica e spiazzare gli avversari.

Un esempio? Dopo aver messo per mesi in croce la Federal Reserve, accusandola di non aver fatto abbastanza per abbassare i tassi americani e addirittura minacciando di far dimettere, per questo, il numero uno della Fed, Jerome Powell, Trump ha in pratica tessuto l'elogio dei tassi di interesse alti. "Enormi quantità di denaro provenienti dalla Cina e da altre parti del mondo - ha twittato Trump - si riversano negli Stati Uniti per motivi di sicurezza" e per i "tassi di interesse" alti.

Questa parola Trump non l'ha detta ma era implicita nel suo messaggio, visto che i capitali non stanno arrivando negli Usa perché i tassi sono bassi, ma perché sono ancora abbastanza alti, o comunque sufficientemente remunerativi. Lo stesso Trump, senza nessun imbarazzo, lo ammette, confermandosi così incoerente, opportunista e, comunque, un grande comunicatore.

My time spent in Dayton and El Paso with some of the greatest people on earth. Thank you for a job well done! pic.twitter.com/TNVDGhxOpo

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) August 8, 2019

Abbiamo sentito alcuni esperti di comunicazione, chiedendogli di commentare questo aspetto della politica di Trump e quello che ne è emerso è che la coerenza in politica, nell'era di Internet, è roba del passato, superata, inutile. "La coerenza in politica non esiste, non è mai esistita, è una finzione - sostiene Claudio Velardi, ex consigliere politico di Massimo D'Alema - Chi insiste a sostenere la stessa cosa anche se le cose cambiano, non è coerente... è fesso. E certamente Trump non è fesso, anzi...".

 "È Trump a voler dettare le regole della comunicazione politica - spiega Francesco Nicodemo, ex consulente di strategia politica di Matteo Renzi - anche perché come sappiamo fin da bambini, quando giochiamo a calcio, se il pallone non è il nostro e le regole non le dettiamo noi, quasi sempre le partite si perdono. Trump lo sa e per lui l'importante, non è la coerenza, ma dettare l'agenda politica".

"Trump è un campione della comunicazione diretta, via Twitter, con gli elettori - dice Lorenzo Pregliasco, esperto di comunicazione politica e fondatore di YouTrend - La coerenza sulle cose importanti Trump ce l'ha, ma nella comunicazione via Twitter gli interessa meno. Scommette sulla memoria corta e soprattutto, con le elezioni nel 2020 alla porte, a lui quello che interessa non è convincere i democratici, o i moderati, ma tenersi stretti i voti dei suoi".

Watching Sleepy Joe Biden making a speech. Sooo Boring! The LameStream Media will die in the ratings and clicks with this guy. It will be over for them, not to mention the fact that our Country will do poorly with him. It will be one big crash, but at least China will be happy!

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) August 7, 2019


VELARDI: TRUMP FA BENE IL SUO MESTIERE E FA BENE A NON ESSERE COERENTE.

"La coerenza per me è l'argomento dei deboli, perché significa rifugiarsi nel passato, senza prendere atto di una realtà che cambia. In genere alla coerenza cercano di inchiodarti gli avversari politici, ma questo poteva rendere elettoralmente nel mondo vecchio, quello della rappresentanza tradizionale. Oggi che questo schema della rappresentanza politica è totalmente saltato e sono venuti fuori i populisti, l'argomento della coerenza rischia di diventare un boomerang. Trump, come Salvini, si divertono a mostrarsi esplicitamente incoerenti e non temono affatto che l'accusa di incoerenza possa indebolirli presso il loro elettorato".

"E poi, diciamolo, Trump fa bene il suo mestiere e lo fa bene oggi, in questa fase in cui è saltata la rappresentanza politica ed è saltata questa idea ipocrita della cosiddetta coerenza. Fanno ridere i critici di Trump, come quelli di Salvini, o di Renzi all'epoca, cioè tutti quelli che li accusano di incoerenza. Fanno ridere perché tutte le persone coerenti con se stesse sono quelle morte, nel senso che se uno è morto non può cambiare opinione. Tutti gli altri esseri umani, quelli vivi per intenderci, e i politici in testa, sono persone che in genere cambiano opinione. E meno male! Tutti quelli che cercano di inchiodare i politici a questa presunta coerenza, secondo me, sono solo persone fuori del mondo". 

NICODEMO: TRUMP HA ALMENO 4 DIVERSI MODI DI COMUNICARE VIA TWITTER.

"Il sociolinguista americano George Lakoff ha costruito una tassonomia dei tipi di tweet che Trump utilizza, estrapolandone 4 tipologie. Il primo è un tipo di tweet che costruisce per primo una cornice narrativa che poi tutti gli altri seguono. In Italia l'esempio che potremmo fare è che sul tema immigrazione e su quello sicurezza la parola 'invasione' è diventata determinante. La seconda tipologia di tweet usata da Trump e quella che consente di spostare il tema dalle questioni reali a quelle secondarie, che diventano quelle che creano dibattito. Il terzo tipo di tweet è quello che consente di deflettere, o si spostare il tema dalla questione in oggetto".

"In pratica, invece di parlare dell'argomento si attaccano le persone che hanno una visione diversa. E infine la quarta tipologia è un tweet provocatore, che indigna, che fa arrabbiare e che testa l'opinione pubblica, costringendo tutti, in particolare gli oppositori e i media, a convergere sull'argomento che interessa Trump e che quindi polarizza, rafforza la lettura dei sostenitori di Trump e nei fatti annulla qualsiasi altra discussione che non sia quella che interessa allo stesso Trump. Questo per dire che la coerenza non lo interessa assolutamente, lui semmai punta a controllare le regole del gioco, a dettarle. D'altra parte, nell'epoca dell'iper-connessione, in cui quello che valeva ieri, oggi non vale più, è evidente che della coerenza non gliene frega niente a nessuno, figuriamoci a Trump".

PREGLIASCO: TRUMP È IL CAMPIONE DELLA COMUNICAZIONE DIRETTA, IN CUI COERENZA È SECONDARIA.

"Trump, come il suo predecessore Obama, è il campione della comunicazione diretta, cioè di quella comunicazione che è diretta al pubblico senza intermediazione, senza filtri. Per questo utilizza soprattutto Twitter, per saltare i media e arrivare direttamente con il suo messaggio all'elettorato e all'opinione pubblica americana, sapendo che quello che lui dice, per il solo fatto che è lui a dirlo, verrà ripreso da tutti i media. In pratica si sottrae al filtro giornalistico, senza perdere visibilità. Ricordo che durante la campagna elettorale del 2016 Trump è stato il candidato presidenziale che aveva speso meno tra i repubblicani ma era anche quello che aveva avuto più visibilità mediatica".

"Questo perché, oltre al carisma e alle capacità comunicative, lui era già prima una star mediatica, un vip. Non è che Trump non voglia essere coerente. Su alcuni temi fondamentali, come la deindustrializzazione, o la nomina dei giudici conservatori alla Corte Suprema, lui è abbastanza coerente. Nel caso dei suoi tweet giornalieri invece mi sembra che scommetta di più sulla memoria corta delle persone. In questi casi lui sa di potersi permettere di dire tutto e il contrario di tutto, perché tanto non gli interessa convincere qualche democratico, o qualche moderato, ma gli preme di più stare al centro dell'agenda del dibattito politico e mobilita i suoi, convincere il suo elettorato e tenerselo, specie in via delle presidenziali del 2020".