La Rai ha censurato The Wolf of Wall Street, cosa c'era negli spezzoni tagliati

Leonardo DiCaprio al Red Carpet di The Wolf of Wall Street (foto: Getty Images)

Dagli anni ’60 fino a oggi la Rai ha fatto ampio uso della censura per film e trasmissioni varie. Nonostante l’Italia sia un paese nel quale siano state promulgate diverse leggi in grado di modificare anche il comportamento della televisione pubblica (a partire dal divorzio, passando dall’aborto ai diritti per gli omosessuali), recentemente ci sono state comunque delle censure decisamente incomprensibili.

L’ultima in ordine temporale è accaduta mercoledì 6 febbraio 2019, quando Rai 2 ha mandato in onda una versione censurata del film “The Wolf of Wall Street“, pellicola realizzata nel 2013 da Martin Scorsese e con la partecipazione di Leonardo DiCaprio, Margot Robbie e Jonah Hill. Tra le scene censurate figurano quelle nelle quali ci sono scene esplicite: sesso, lezioni di masturbazione e assunzione di droga. In particolare è stata tagliata una scena celebre del film, nella quale DiCaprio va in overdose dopo aver assunto pillole di Quaalude.

Sul web molti si sono lamentati, perché la quantità di scene tagliate è stata così elevata da rimaneggiare pure la comprensione del film. Il tweet più rappresentativo è questo: “Hanno censurato la frase non voglio morire sobrio, ma cos’è il riadattamento per la Giornata Mondiale della Gioventù?”. Nel film Leonardo Di Caprio recita nei panni di un broker senza scrupoli, che è appunto dipendente dalla droga e dal sesso: dunque è evidente che le scene tagliate sono in qualche modo essenziali per il film, altrimenti perché Scorsese le avrebbe inserite?

Ecco la risposta della Rai: “quella andata in onda si chiama versione derubricata, diversa da quella integrale vietata ai minori di 14 anni, l’unica che può essere trasmessa in prima serata per rispettare le disposizioni ministeriali“. Tutto questo avviene dopo che la Rai, decine di anni dopo l’uscita nelle sale cinematografiche, ha deciso di mandare in onda il film di Bernardo Bertolucci ‘Ultimo Tango a Parigi‘, che è l’emblema del potere della censura.

Le disposizioni ministeriali non valgono comunque su Rai Play, ove è disponibile la versione di ‘The Wolf of Wall Street’ da 185 minuti, che era stata trasmessa integralmente proprio dalla Rai nel lontanissimo 2016.

In molti si chiedono: perché acquistare i diritti di un film quando si può mandare in onda solamente in versione derubricata se in prima serata, o solamente in seconda serata se la versione è integrale? La domanda è legittima. Carlo Freccero, che si è varie volte imposto come direttore anti-censura nella sua carriera (si pensi al caso Luttazzi), potrebbe dunque aver cambiato la sua celebre logica televisiva.

Sfortunatamente, non è solo: nel 2008 Rai 2 aveva mandato in onda una versione tagliuzzata de ‘I Segreti di Brokeback Mountain’, eliminando due scene di amore omosessuale. Nel 2016, con direttrice Ilaria Dallatana, la serie tv ‘Le regole del delitto perfetto’ aveva perso improvvisamente tutte le scene ove si parlava di omosessualità. Dopo un’ondata di polemiche, la rete si scusò, mandando in onda una versione integrale il giorno successivo a quello della censura.

L’allora presidente della Commissione di Vigilanza Rai Roberto Fico, oggi Presidente della Camera, scrisse su Facebook: “[Questo è] un modo di agire che è all’opposto di quello che dovrebbe essere il servizio pubblico. La direttrice di Raidue, che dovrebbe chiedere scusa, ha parlato di eccesso di pudore. Una giustificazione ridicola. Chiederò ufficialmente alla direttrice di Rai Due delle scuse pubbliche e un’azione forte nei confronti dei responsabili di questo gesto. Non se ne può più di questo modo di intendere il servizio pubblico fermo ad un’epoca che non esiste più“. Chissà se queste parole torneranno anche per Freccero.

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