La realtà virtuale scende in strada con Netflix

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Netflix si imbarca in un’avventura in realtà virtuale. Obiettivo? Sconfiggere gli zombie a Las Vegas, e in quattro città degli Stati Uniti a partire da luglio. Basato su Army of the Dead, il film post apocalittico di Zack Snyder appena sbarcato sulla piattaforma di streaming, il gioco, dal nome evocativo di Viva Last Vengeance, consiste in un’ adrenalinica missione di 30 minuti in cui, indossati i visori per la realtà virtuale, si combatte contro un’orda di zombie inferociti in modalità room scale.

Questo vuol dire che, a differenza delle maggior parte dei giochi in VR, soprattutto di quelli con i visori casalinghi per gaming come Oculus o PlayStation dove il proprio personaggio “cammina” con cursore e puntatore, ci si sposta realmente nello spazio, riprodotto a grandezza naturale. Dopo un breve briefing sulla missione, i partecipanti dovranno fuggire a bordo di un truck “militarizzato”, questo molto poco virtuale e identico a quello del film, che li porterà (realmente) in giro per le strade di una città virtuale infestata da zombie, proprio come nel film. L’obiettivo, salvare dei civili che stanno per essere divorati dai non-morti. Ci si fa largo nelle strade infestate con l’esperienza resa ancora più realistica dal furgone che si muove realmente, con curve e accelerazioni.

Il tour del gioco parte da New York, poi si sposterà a Los Angeles, Las Vegas e Washington. Sono state annunciate anche altre città americane, e tra non molto potrebbe sbarcare anche in Europa a Londra, Parigi, Madrid e Berlino. Prezzo accessibile (24 dollari) per quella che si annuncia già solo dal trailer presentato dallo stesso Snyder come un’esperienza estremamente immersiva nel suo genere, che porta la realtà virtuale per strada. L’avventura proposta da Netflix è sicuramente un unicum per quanto riguarda grafica e realismo, con il regista e gli effetti speciali del film dietro l’esperienza VR e l’elemento del truck che si sposta davvero per le strade, ma le arene per la realtà virtuale non sono una novità assoluta.

La startup australiana Zero Latency ha già portato nel mondo le sue arene VR in partnership con Ubisoft. Il loro scopo dichiarato è quello di superare la solitudine intrinseca della sala giochi, e anche quella collegata all’uso della realtà virtuale in cui ognuno se ne sta, solo, con il suo visore calcato sugli occhi, a interagire con un mondo immaginario. Le arene, 52 in 24 Paesi, hanno giochi room scale multiplayer permettono a gruppi di 6-8 persone di giocare insieme. Da poco sono anche a Milano (dopo annunci e ritardi causa pandemia), prima esperienza di questo genere in Italia. Ogni partecipante indossa un visore, uno zaino che contiene il computer collegato all’esperienza VR, e imbraccia un controller a forma di fucile futuristico. I giochi sono quasi tutti sparatutto, durano dai 15 ai 30 minuti, e possono essere collaborativi (team contro il gioco), multiplayer (due squadre che si sfidano) o tutti contro tutti. Tra i titoli di punta Far Cry - Dive into insanity (ispirato al mondo di Far Cry 3, e che tra pochi giorni approderà anche nella sede di Milano) e i sempre gettonatissimi combattimenti contro gli zombie.

Ma per chi preferisce giochi meno violenti c’è anche l’esperienza di Engeneerum, un puzzle collaborativo in cui i partecipanti devono riuscire a scappare da un labirinto sospeso nel cielo, sfidando la forza di gravità con piattaforme volanti e strade che cambiano direzione. L’arena è grande all’incirca come un campo da tennis, ma alla fine del gioco sembra di aver percorso chilometri nel mondo virtuale. Il ritorno alla realtà è sempre un po’ traumatico: per questo si possono comprare in anticipo pacchetti, intorno ai 40 euro per due esperienze consecutive, che combinano più giochi per restare ancora un po’ fuori dal mondo fisico.

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