La religione nel Giappone di oggi, un workshop a Procida

Image from askanews web site
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Procida (Na), 16 mag. (askanews) - Religione e politica, il rapporto tra i culti contemporanei in Giappone e l'orientamento nazionalistico di molta parte della politica nipponica, ma anche l'opaco mondo dei guaritori e la complessa questione della religione di comunità . Questi i temi affrontati in una ricca giornata di studio organizzata oggi dall'Orientale di Napoli a Procida, Capitale italiana della cultura 2022 .

"C'è un interesse da parte delle studentesse e degli studenti per il Giappone contemporaneo, anche da un punto di vista religioso e antropologico, e così abbiamo deciso di organizzare una giornata sulle religioni dell'era Reiwa, con una serie di studiosi che si occupano a livello internazionale del Giappone contemporaneo soprattutto dal punto di vista della religione e del rapporto tra religione e politica", ha spiegato la professoressa Chiara Ghidini dell'Orientale, co-organizzatrice dell'evento con la professoressa Erica Baffelli, docente di Japanese Studies presso l'Università di Manchester.

Il tema religioso contemporaneo in Giappone è sfaccettato e s'incrocia anche con la politica, in un contesto fatto di gruppi legati al mondo nazionalista, che ha un punto di sintesi nella Nippon Kaigi (Conferenza giapponese), un'organizzazione con l'obiettivo di ristabilire la centralità dell'istituzione dell'Imperatore della quale fanno parte esponenti religiosi, appartenenti alla società civile e politici di primissimo piano, in particolare nel Partito liberaldemocratico che ha espresso per quasi tutto il dopoguerra i primi ministri nipponici.

Il Giappone nel dopoguerra ha garantito la libertà di culto e ha eliminato la nozione di religione di stato, lo "shinto", vietando il finanziamento statale alle organizzazioni religiose. Ma le relazioni instaurate dai santuari shinto e le istituzioni dello stato nipponico hanno avuto un andamento più articolato del semplice rispetto del principio di laicità costituzionalmente sancito.

Accanto all'aspetto politico legato alla religione, esiste poi una religiosità popolare, che talvolta si esplica anche con la pratica dei guaritori e dei "fortune teller", attività che la normativa nipponica sta cercando di regolare, anche perché stanno creando problemi di natura economica in molti utenti. Tuttavia regolamentare questo mondo è difficile, perché implica creare delle linee di divisione nette tra attività religiosa e commerciale, tra religione e scienza.

Altre ricerche presentate nel workshop riguardano il ruolo che le istituzioni buddiste - il Buddismo è la religione che ha più praticanti in Giappone - si trovano a ricoprire nella preservazione delle comunità, in un paese che vive una grave crisi demografica e un fenomeno di disgregazione delle comunità tradizionali; il tema del divieto alle donne per alcune località religiose; il tema della religione e delle minoranze.

"Abbiamo affrontato in questa giornata temi che non riguardano soltanto il periodo Reiwa, ma affrontano delle questioni specifiche e degli studi innovativi sulle religioni del Giappone contemporaneo", segnala Baffelli. "Si tratta - continua - di una ricerca con un approccio innovativo, sia perché affronta dei temi poco studiati o difficili da studiare, per il tipo di comunità che studiano o il tema che affrontano, sia dal punto di vista della metodologia: quasi tutti gli interventi sono realizzati attraverso lavoro sul campo, fieldwork piuttosto difficili".

Al workshop hanno preso parte studiosi di diverse università di tutto il mondo: Levi McLaughlin (North Carolina University), Lindsay DeWitt Prat (Ghent University), Ioannis Gaitinadis (Chiba University), Paulina Kolata (Lund University), Ernils Larsson (Uppsala University) e Aike P. Rots (University of Oslo).

L'Orientale di Napoli, la più antica università di studi asiatici dell'Occidente, ha contribuito in maniera sostanziale alla candidatura di Procida come Capitale della Cultura per il 2022. "L'Orientale è stata la prima università che ha creduto veramente in Procida come luogo dove aprire un proprio plesso universitario. Quindi ha cominciato a venire 15 anni fa venire con le prime summer-school e quindi dare un pieno contributo alla candidatura di Procida come capitale italiana della cultura", spiega Domenico Scotto, responsabile logistico del plesso dell'Orientale a Procida. L'Orientale quest'anno, continua, terrà "circa 20 iniziative, compreso una importantissima con Maretica, il premio culturale e sportivo con la presidenza di Alessandro Baricco e, soprattutto, ha già una programmazione per il 2023-2024 sul territorio".

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