La religiosa era stata assassinata da 3 ragazze minorenni

suor Maria Mainetti beata

Diventerà beata suor Maria Laura Mainetti, all’anagrafe Teresina Elsa Mainetti, la religiosa ed educatrice italiana appartenuta alla congregazione delle Figlie della Croce, Suore di Sant’Andrea, assassinata da tre ragazze minorenni a Chiavenna (Sondrio) il 6 giugno 2000 durante un rito satanico. Papa Francesco, ricevendo il 19 giugno in udienza il cardinale Angelo Becciu, prefetto per le Cause dei Santi, ha infatti autorizzato la Congregazione a promulgare il decreto che ne riconosce il martirio, in quanto uccisa “in odio alla fede”.

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Suor Maria Mainetti sarà beata

La storia di suor Maria Laura Mainetti scosse molte l’opinione pubblica per via della sua crudeltà. La religiosa aveva ricevuto una telefonata alle 10 di sera del 6 giugno di 20 anni fa e di corsa era uscita dal convento di Chiavenna perchè al telefono aveva raccolto il grido d’aiuto di una ragazza che affermava di essere stata violenta. Arrivata all’appuntamento suor Mainetti trovò però tre ragazze che la portarono in un viottolo buio e la colpirono prima con una mattonella, uccidendola poi con 19 coltellate: un omicidio nato da un patto di sangue tra le tre che avevano deciso di compiere un rito satanico. Stando al racconto fornito in seguito dalle tre aguzzine, in punto di morte la suora avrebbe chiesto a Dio di perdonare le sue assassine.

Le tre ragazze: Ambra Gianasso, Veronica Pietrobelli e Milena De Giambattista – tutte tra i 16 e i 17 anni – sono state condannate in via definitiva nel 2003. Nello specifico Ambra Gianasso a 12 anni e 4 mesi, le due amiche a otto anni e mezzo. Appena arrestate, dopo il delitto, raccontarono con lucidità di averlo fatto “per fare qualcosa di diverso dal solito” e che la scelta era caduta su suor Laura perché esile e quindi più facile da aggredire rispetto all’arciprete. Il collegamento con il satanismo nella scelta del giorno – il 6/6 del nuovo millennio – e del numero di coltellate: avrebbero dovuto essere 18 – 6 a testa – ma ce ne fu una in più, quella definitiva. Una volta scontata la pena, le tre allora ragazze hanno cambiato i loro nomi, si sono trasferite altrove, si sono sposate, hanno avuto figli, lavorano.