Crisi di Governo, la renziana Conzatti: "Sono esausta per le telefonate, ma confermo l'astensione"

Claudio Paudice
·Giornalista, L'HuffPost
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Una immagine della senatrice Donatella Conzatti, tratta dal sito del Senato. ANSA/SENATO +++EDITORIAL USE ONLY - NO SALES+++ (Photo: ANSA)
Una immagine della senatrice Donatella Conzatti, tratta dal sito del Senato. ANSA/SENATO +++EDITORIAL USE ONLY - NO SALES+++ (Photo: ANSA)

“Le telefonate sono incessanti. Non sono tentata ma sono davvero davvero esausta”. Donatella Conzatti, senatrice di Italia Viva, racconta all’Adnkronos così la vigilia del voto domani a palazzo Madama. “Chi mi chiama? Da tutte le parti, ma a tutti rispondo la stessa cosa”. E quale? “Che noi domani ci asterremo e ribadiremo la disponibilità a ragionare per un accordo di legislatura”. Anche il suo collega Eugenio Comincini? “Siamo tutti compatti, Luigi divide l’ufficio con me, ci ho parlato ieri ed escludo si comporti in modo diverso da gruppo”.

Ma oggi Conte lo ha sentito alla Camera? Che ne pensa? “Sul discorso sono un pò desolata. Quando si fa un’analisi va fatta a tutto tondo su quello che ha funzionato - come il ‘nostro’ l’assegno unico citato dallo Conte- ma anche su quello che non ha funzionato, su qual è lo stato del Paese se siamo primi per numero dei morti, se è un anno che i nostri ragazzi non vanno a scuola, se la nostra economia è quella che ha subito il contraccolpo più pesante”.

“E anche rispetto alla crisi mi sarei aspettata una lettura a tutto tondo e più responsabile, una lettura sulle ragioni che hanno portato alla crisi e ho sentito solo una chiusura. Oggi Conte ci ha sbattuto la porta sul naso. Ci sta. In politica un’azione comporta una reazione ma speravo sarebbe finito questo rimpallo. Mi aspettavo di più, ma resto disponibile a costruire questo di più”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.