La replica del Premier Draghi a Orban

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Draghi Orban
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“Anche l’Ungheria ha sottocritto il Trattato”, queste le parole del presidente del Consiglio Mario Draghi che nel corso del dibattito focalizzato sulla legge anti-lgbt approvata dal parlamento ungherese non ha usato mezzi termini nel definire come anche l’Ungheria debba fare la propria parte proprio perché risulta tra i Paesi firmatari del trattato. Il premier ha quindi proseguito dichiarando come l’ultima parola sulla vicenda debba aspettare all’Europa. “Spetta alla Commissione stabilire se l’Ungheria viola o no il trattato”, ha dichiarato Draghi.

Draghi a Orban: “Questo trattato è stato sottoscritto anche dall’Ungheria”

Nel frattempo il dibattito incentrato sul sostegno ai diritti della comunità lgbt prosegue anche nel corso della seduta presso la commissione europea. Il tema della discussione è l’approvazione della legge che vieta la promozione di contenuti che riguardano comunità lgbt ai minori di 18 anni da parte del parlamento europeo.

Proprio a tal proposito il presente del consiglio Draghi ha fatto presente come i trattati siano stati firmati anche dalla stessa Ungheria: “Guarda che questo trattato, sottoscritto anche dall’Ungheria, è lo stesso che nomina la Commissione guardiana del trattato stesso”.

Draghi a Orban, il Premier olandese Rutte: “Preoccupato per la legislazione ungherese”

Nel corso del dibattito è intervenuto il ministro – presidente dei Paesi Bassi Mark Rutte che nel corso del dibattito non ha esitato a definirsi preoccupato per quanto è accaduto in Ungheria: “Sono profondamente preoccupato per la legislazione ungherese sui diritti delle persone Lgbt. Questa legge viola seriamente i valori che difendiamo in Europa”.

Draghi a Orban, il premier Ungherese: “La legge riguarda i diritti dei genitori”

Non è mancata infine la risposta del premier Ungherese Viktor Orban che ha fatto leva su come la legge non voglia in alcun modo discriminare la comunità lgbt quanto piuttosto voglia tutelare i genitori e i loro bambini. Ha quindi spiegato: “Non abbiamo quel tipo di legge, abbiamo una legge che difende i diritti dei ragazzi e dei […] È sempre meglio leggere prima e criticare dopo, questo è l’ordine giusto delle cose”. Infine ha aggiunto: “Io sono un combattente per i loro diritti. Sono stato un combattente per la libertà nel regime comunista, in cui l’omosessualità era punita, e ho lottato per la loro libertà e i loro diritti. Io difendo i diritti degli omosessuali”.

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