La Rete “boccia” la politica, nel 2021 scende l’interesse sui social

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Image from askanews web site
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Roma, 30 dic. (askanews) - Cresce l'insofferenza degli italiani verso la politica e i leader, mentre aumenta la centralità del Governo rispetto al Parlamento. Camera e Senato non vengono infatti più percepiti come fondamentali nel processo decisionale italiano. È quanto emerge da una ricerca di Socialcom che, con l'ausilio della piattaforma Blogmeter, ha analizzato per Askanews le conversazioni in rete nel 2021 per capire il sentiment degli italiani nei confronti della politica.

Nell'anno che sta per terminare, il tema in rete ha prodotto oltre quattrocento milioni di interazioni, ma con un trend in costante discesa e un progressivo disinteresse sul tema da parte degli utenti. Il sentiment della rete verso la politica italiana è nettamente negativo e sfiora il 70%, riflettendo l'alto astensionismo registrato durante le amministrative di ottobre.

Dall'analisi delle conversazioni effettuata, si segnala l'ormai evidente centralità del Governo rispetto al Parlamento nella percezione comune. I termini riferibili alle due Camere, infatti, non rientrano nemmeno tra le top 100 keywords utilizzate. Ciò deriva dal progressivo schiacciamento del Parlamento, chiamato ormai solo a ratificare le decisioni governative. Palazzo Chigi, al contrario, è visto invece come il centro decisionale del Paese. Non a caso, tra i leader politici è Mario Draghi quello più citato dagli utenti in rete (1,2M di mentions), seguito da Giuseppe Conte (812K) e da Matteo Salvini (640K).

In questo quadro, Facebook rimane il centro nevralgico del web per quel che concerne la politica. Degli oltre 13M di post originali rilevati nel 2021, oltre 10M (76,51%) provengono dal social network di Mark Zuckerberg.

Sono stati rilevati flussi molto bassi o quasi nulla per quel che riguarda i social network (Instagram e TikTok) dove la maggior parte degli utenti appartiene alla fascia 18-31. Dunque, i giovani si interessano sempre meno della politica e considerano i social uno strumento di relax, non certo una agorà virtuale dove confrontarsi e sviluppare idee.

"La rete non mente mai - spiega Luca Ferlaino, founder di SocialCom, commentando la ricerca -. Dalle conversazioni sul web emerge ancora più chiaramente l'opinione negativa degli italiani verso la classe politica. Il Paese si è in qualche modo rassegnato a non essere rappresentato in pieno nelle proprie istanze e non è un caso che anche sul web si parli sempre meno di politica. C'è una sorta di regressione rispetto all'epoca in cui la politica sbarcò sulla rete, invadendo le piattaforme social. Gli italiani vogliono sì avere un luogo dove sfogare le proprie perplessità e le proprie frustrazioni, ma hanno capito che la comunicazione dei politici è unidirezionale e non reciproca, e questo li sta progressivamente disinteressando".

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