La ricarica mobile è una necessità per raggiungere gli obiettivi Ue sulle emissioni

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Il taglio delle emissioni di CO2 del 55% entro il 2030 previsto dal pacchetto europeo "Fit for 55" ed il target che si è posto il governo italiano con il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima di raggiungere la quota di sei milioni di EV nel 2030 sono obiettivi sfidanti per il settore automobilistico. Come soddisfare al meglio la crescente richiesta di ricarica? Su questo interrogativo si sono confrontati ieri i rappresentanti di istituzioni, imprese e associazioni durante l’evento in streaming dal titolo "E-mobility: le sfide del settore per una ricarica elettrica di prossimità.

Analisi costi-benefici tra tecnologia di ricarica on-grid e off-grid" con un dibattito sviluppatosi attorno allo studio realizzato per E-Gap dal gruppo di ricerca EnergyStrategy del Politecnico di Milano, che ha dato il nome all’evento. Dall'incontro è emerso come i progetti ad oggi finanziati sono interamente riconducibili all'installazione di colonnine on-grid, mentre non risultano finanziamenti alle soluzioni "off-grid" mappate nello studio. Queste ultime possono rappresentare una valida alternativa per lo sviluppo della mobilità elettrica, con caratteristiche che consentono di compensare la diffusione dell’infrastruttura "classica" di ricarica e, a tendere, di aumentare la possibilità di accesso alla e-mobility da parte degli utenti.

Nel corso del 2020 sono state immatricolate in Italia 59.875 EV (+251% sul 2019) e si registrano già nei primi quattro mesi di quest'anno 41.270 vetture elettriche immatricolate, pari a circa il 70% dell’immatricolato elettrico dell'intero 2020. Il Nord Italia continua a trainare il mercato dell'elettrico con oltre 40mila unità immatricolate (67%); seguono le regioni del Centro Italia con oltre 15mila EV (26%) ed infine quelle del Sud Italia e delle Isole maggiori che superano quota 4mila (7%). Il nostro sistema di ricarica elettrica pubblica, prevalentemente on-grid, si avvale di più di 19mila charge point, in circa 10mila stazioni pubbliche. Il 57% circa delle infrastrutture è dislocato nel Nord Italia, il 23% circa nel Centro mentre solo il 20% nel Sud e nelle isole.

L’incontro ha voluto accendere un faro sulla necessità di agevolazioni alle soluzioni di ricarica mobile che garantiscono flessibilità di gestione, tempi di ricarica ridotti, alta adattabilità ai diversi veicoli ed evitano l’occupazione di suolo pubblico e costi di allaccio alla rete.

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