La ricetta delle aziende per gestire il trasporto pubblico durante la pandemia

Matteo Buffolo
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AGI  - Differenziazione degli orari di ingresso e di uscita delle scuole superiori in due fasce distanziate tra loro di 90 minuti; smart working spinto ai massimi livelli possibili; spostamento in avanti degli orari di apertura delle attività commerciali e terziarie dopo le ore 10.

Sono queste, in sintesi, le misure sollecitate da Agens, l'associazione confindustriale che rappresenta le principali aziende di trasporto pubblico locale e nazionale, che, ricorda l'associazione, "implicano una regia coordinata e condivisa delle città per abbattere il picco di domanda nell'orario di punta critico del mattino e rispettare così il limite di capacità al 50% dei mezzi" con "provvedimenti necessari e urgenti in vista della prevista riapertura delle scuole superiori il 7 gennaio 2021".

Le aziende di trasporto pubblico, ricorda Agens, si sono organizzate per rinforzare, con ausilio di bus privati o turistici, le linee più frequentate e in particolare quelle che interessano i plessi scolastici ma si tratta di "una soluzione che non può comunque essere estesa oltre un certo limite in ragione della configurazione stessa dei mezzi e delle reti".

"Agens chiede la collaborazione e l'impegno concreto di tutte le categorie coinvolte per condividere e adottare i provvedimenti in grado di modificare la domanda. Per rispettare il limite del 50% di portata dei mezzi pubblici bisogna intervenire sui flussi di passeggeri, ricalibrando gli orari delle città, almeno sino al termine della pandemia”, afferma il presidente dell'associazione Arrigo Giana. 

"Per questo - continua Giana - dove non può arrivare il potenziamento, l'unico modo è spalmare la domanda perché nelle altre fasce orarie abbiamo molta capacità di trasporto inutilizzata".

Questo concetto, sottolinea Giana commentando anche quanto detto dal premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa di fine anno, "è finalmente condiviso e ne siamo felici. Tutti coloro che si sono occupati in maniera tecnica delle materia non hanno potuto che arrivare alla conclusione che i potenziamenti abbiano senso in alcuni ambiti, dove sono stati fatti, ma al tempo stesso abbiano una capacità limitata per una soluzione del problema, che si risolve lavorando sulla domanda perché l'offerta ha dei vincoli infrastrutturali e bisogna invece intervenire su quegli aspetti dove i vincoli sono principalmente organizzativi".

Il manager ha lodato il lavoro svolto dai prefetti, che "hanno messo tutti attorno a un tavolo" e che in tutte le grandi aree metropolitane del Paese hanno portato alla messa a punto di un documento; al tempo stesso, tuttavia, "ora tutti dovranno rispettare gli impegni presi".

"Non tutte le prescrizioni si possono tradurre in ordinanze - ragiona Giana - I documenti prodotti grazie anche all'impegno delle prefetture rappresentano un patto che deve essere rispettato da tutti, seguendo le linee guida individuate e non solo le norme stringenti".

Le aziende hanno fatto il possibile, ora serve flessibilità

Le aziende di tpl, conclude il presidente di Agens, "hanno fatto tutto il possibile nel limite dei vincoli infrastrutturali: ora, dove i vincoli sono esclusivamente organizzativi, è necessario che sia mostrata sufficiente flessibilità per rispondere a un'emergenza come questa ". 

Per garantire la possibilità agli studenti di arrivare a scuola in sicurezza col trasporto pubblico è cruciale riuscire a spostare parte della domanda fuori dall'orario di punta compreso fra le 7 e le 9. Spiega ancora Giana all'AGI. "E' necessario fare in modo che altre categorie di passeggeri utilizzino i mezzi pubblici fuori dalla fascia fra le 7 e le 9 del mattino", la più critica. In quelle due ore, infatti, si concentra fra il 20 e il 25% del totale delle persone che utilizzano il trasporto pubblico locale e le aziende mettono in campo il 100% delle proprie flotte, con un livello di saturazione che, prima della pandemia, era vicino al 100%.

"Gli studenti rappresentano una percentuale fra l'8 e il 10% degli utenti: non sono la popolazione prevalente, non rappresentano il problema. Con un coefficiente di riempimento al 50%, però, il rischio è che tutte le altre categorie portino a una saturazione dei mezzi e quindi gli studenti rischino di trovarli già pieni", continua Giana.

"Oggi come livelli di utilizzo siamo fra il 40 e il 45% e rischiamo di essere quindi molto vicini alla soglia di saturazione. Le aziende sono impegnate a potenziare i propri servizi e questo alzerà un po' il numero di posti disponibili e le possibilità di trasporto nella fascia 7-9 ma in maniera limitata", rimarca il presidente di Agens.