La riforma previdenziale è stata rinviata alla Legge di Bilancio del 2022

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pensioni quota 100 confermata
pensioni quota 100 confermata

È stata confermata fino alla fine del 2021 Quota 100, il meccanismo per le pensioni introdotto dal governo giallo – verde su spinta della Lega e dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini. A darne notizia è un esponente del Pd, il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, che dunque sancisse una tregua sul meccanismo da sempre criticato dai dem che comunque sperano, dopo il 2021, di sostituirlo grazie ad una nuova riforma sulle pensioni. La misura, ha detto Baretta in un’intervista a La Repubblica, “verrà fatta finire al 2021, in questo contesto di crisi profonda può considerarsi un ammortizzatore sociale”.

Pensioni: Quota 100 confermata per il 2021

Il piano dell’attuale maggioranza di governo (Pd e M5s) è dunque quello di concentrarsi nella Legge di Bilancio del 2021 sulla riforma fiscale, mentre nella successiva si affronterà il tema della riforma previdenziale che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2022 e che con buona probabilità eliminerà Quota 100. Anche il Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha confermato che nonostante la crisi economica c’è ancora in programma di riformare il sistema previdenziale. In particolare bisognerà intervenire sulla “pensioni basse; un tema che, in parte, abbiamo già affrontato con la Pensione di cittadinanza e su cui continueremo a lavorare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi in vista della legge di Bilancio”.

Tutto rinviato dunque al prossimo anno sul tema delle pensioni. Per il 2021 dunque i lavoratori che hanno compiuto 62 anni e hanno 38 anni di contribuzione avranno il diritto di andare in pensione.