La rivincita del “-san”: in scuole Giappone vietati nomignoli

Image from askanews web site
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Roma, 8 giu. (askanews) - In diverse scuole giapponesi agli alunni è stato vietato di usare soprannomi o di rivolgersi ai compagni senza mettere accanto al nome il suffisso "-san", che in giapponese vuol dire "signor/signora". Lo racconta il giornale Yomiuri shimbun.

Il giornale fa l'esempio di un eventuale Yoshio Yamada. Solitamente in classe sarebbe stato chiamato col vezzeggiativo Yosshi, invece nelle sucole che hanno introdotto la regola dovrà essere chiamato "Yamada-san", "signor Yamada".

Non esistono statistiche su quante siano le scuole nelle quali si è deciso di vietare i soprannomi, ma secondo lo Yomiuri shimbun, che cita un preside di una scuola elementare di Tokyo, questa norma sta diventando lo standard nella capitale nipponica.

"Se coltivate un senso di rispetto per la persona con cui si parla dalla giovane età, si previene la possibilità che in futuro (i bambini) compiano atti per danneggiare gli altri", ha detto Masaaki Uchino,preside della scuola elementare Kasai. Nel suo istituto gli insegnanti danno precise indicazioni agli alunni di rivolgersi ai compagni con il "-san".

Secondo coloro che sostengono la campagna a favore del "-san", se è vero che chiamare senza il "-san" (in giapponese questa pratica si dice "yobisute" indica vicinanza e senso di intimità tra i parlanti, in una seconda accezione più negativa la mancanza del "-san" può rappresentare il fatto che la persona a cui ci si rivolge non è degna di rispetto, è inferiore.

Il motivo per vietare i vezzeggiativi e nomignoli è il fatto che talvolta questi sono offensivi e si basano su caratteristiche fisiche, possono risultare insutanti.

Tuttavia su questo non c'è un'opinione univoca. C'è chi ritiene che vietare lo "yobisute" o i nomignoli rischia di limitare la capacità dei bambini di stabilire una loro spontanea comunicazione. "Proibire i nomignoli, temo che possa rendere difficile per i bambini comunicare liberamente e apertamente tra loro", ha spiegato un maestro 40enne della prefettura di Saitama.

Su Twitter diversi utenti hanno commentato contro questi divieti, ritenendo che siano eccessivi. "Che idea sciocca. Quale sarà la prossima? 'Per favore, chiamate i vostri compagni diclasse con il loro numero del tesserino d'identificazione'?" ha scritto un utente. "Invece di impedire ai ragazzini di usare nomignoli - ha scritto un altro - perché non impedite loro di fare atti di bullismo?"

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