La rivolta dei marsigliesi contro le mascherine

Veronique Viriglio
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AGI - In Francia c'è aria di ribellione ed insofferenza mentre il Paese è alle prese con la terza ondata di Covid-19 e con un nuovo confinamento di quattro settimane in 16 dipartimenti. Oltre 6.500 persone hanno partecipato ad una sfilata di carnevale a Marsiglia, senza mascherina né distanziamento sociale, costringendo le forze dell'ordine ad intervenire per disperdere il raduno non autorizzato.

La maggior parte dei partecipanti erano giovani che non indossavano mascherine, ammassati hanno sfilato e ballato per le strade del centro della seconda città di Francia, per finire sul vecchio porto dove hanno incendiato i carri e proseguito i festeggiamenti.

"Sono arrabbiato per il comportamento egoista di alcuni irresponsabili. È inaccettabile. Niente giustifica che siano compromessi gli sforzi collettivi per arginare il virus", ha twittato il sindaco, Benoit Payan, chiedendo sanzioni per chi ha infranto le norme vigenti. "È stato un raduno totalmente inaccettabile", ha dichiarato il portavoce del ministero dell'Interno, riferendo che almeno 9 persone sono state fermate e decine multate. Alla luce del crescente malcontento popolare per le restrizioni, l'amministrazione comunale di Limoges, nel dipartimento Haute Vienne (Centro) ha deciso di lasciare ai suoi 132 mila abitanti libera scelta sul fatto di indossare la mascherina o meno, anche quando prendono parte a raduni.

"Ho fiducia nella popolazione. Globalmente al centro città la gente dà prova di buon senso. Abbiamo anche tante zone a bassa densità di popolazione, mica siamo a Pechino, a Wuhan o a Parigi", ha detto il sindaco di destra, Emile Roger Lombertie, spiegando la sua scelta di lasciare i residenti decidere da soli. "Ho sempre detto che bisogna portare la mascherina per proteggersi, anche quando all'inizio dell'epidemia ci veniva detto il contrario. Ci vuole discernimento", ha insisto il primo cittadino, un ex medico.

"All'obbligatorietà preferisco un lavoro di prevenzione basato sull'educazione. Osservo i dati e come un medico se dovessi riscontrare un aumento dei contagi, renderò la mascherina obbligatoria. Finora l'autodisciplina sta funzionando molto bene" ha aggiunto Lombertie.

Secondo l'Agenzia sanitaria regionale (Ars) anche se Limoges fa parte di una regione con un livello alto di allerta, al momento i dati locali non mostrano una tendenza alla crescita dei contagi superiore rispetto ad altre città. Parlando a France Info, la portavoce del ministero dell'Interno, Camille Chaize, ha sottolineato che "mentre tutti i francesi fanno sforzi, di adattano, si organizzano per rispettare al massimo le diverse regolamentazioni, vediamo gente che fa festa e che nella più totale irresponsabilità ha partecipato a questo carnevale".

Anche se Marsiglia non fa parte delle regioni in cui da sabato è entrato in vigore un nuovo lockdown, rimane l'obbligo di osservare alcune restrizioni sulle limitazioni ai raduni pubblici e indossare la mascherina. "Non ascoltiamo più questi clown: viviamo! Un grande plauso a Marsiglia! Evviva la libertà!", ha twittato Florian Philippot, presidente dei Patriotes (Lp), partito nazionalista ed euroscettico.

A chiedere maggiori libertà e un alleggerimento delle restrizioni sanitarie è stato un corteo di un migliaio di cittadini a Annecy, radunati senza mascherina. I manifestanti hanno lanciato uno slogan a favore della "fine della dittatura sanitaria", rispondendo numerosi all'invito del collettivo 'Gardons le sourire' ('Rimaniamo col sorriso').

"Lasciateci vivere. Vogliamo scegliere come e quando attuare le restrizioni", hanno sottolineato i partecipanti che hanno sfilato e ballato, mascherati ma senza mascherina e in barba alle norme di distanziamento. Secondo loro, a un anno dalle prime restrizioni, non si può più continuare a vivere nella "paura del virus". Nel dipartimento dell'Alta Savoia il tasso di incidenza del virus è aumentato del 60% nelle ultime due settimane, con 289 casi per 100 mila abitanti, un tasso di positività dell'8%.