La rivolta delle palestre: “Rispetto delle norme, fateci aprire”

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La rivolta delle palestre: “Rispetto delle norme, fateci aprire”
La rivolta delle palestre: “Rispetto delle norme, fateci aprire”

Roma, 27 ott. (askanews) – Palestre e piscine in rivolta per la chiusura prevista dal nuovo Dpcm in vigore fino al 24 novembre. “Non sono luoghi di affollamento”, dicono. Dopo la “settimana di prova” e il controllo dei Nas che non ha evidenziato particolari criticità in tutta Italia, il governo Conte ha comunque disposto la chiusura e il popolo delle palestre e delle piscine è sceso in piazza.

Marco Campagnano è fondatore dei centri “Fit and Go”. Apprezza che il governo si muova per la salute pubblica, ma: “Al tempo stesso la chiusura delle palestre non la ritengo efficiente al 100%: innanzitutto perché ci è stata data una settimana per adeguarci ai protocolli e i controlli fatti hanno dimostrato che la maggior parte delle palestre erano idonee nel rispetto delle indicazioni del Covid: eppure hanno scelto di chiudere l’intero comparto. E parlo anche di realtà che definite palestre vengono chiuse anche se sono estremamente lontane da luoghi di assembramento”.

Centri dove le persone si allenano individualmente, su appuntamento, a volte con spogliatoio personalizzato e con personal trainer. Come Corrado Pirovano, Fondatore di Personal club – Scuola di formazione per personal training, porta la voce del network dei personal trainer: “Chiediamo che venga spiegata la motivazione della chiusura e che vengano fatti accertamenti per spiegare e far vedere quanto il nostro lavoro è sicuro”.