La rivolta nel carcere di Bologna

DI SILVIA MANCINELLI 

Del carcere di Bologna restano le tracce di un assedio barbaro. Ogni cosa, porte in ferro, muri, servizi igienici, infermeria, sale computer, è distrutta. Su, attraverso i piani della struttura, i filmati girati dagli agenti penitenziari in servizio raccontano il saccheggio. Danni incalcolabili, allagamenti, pareti bruciate hanno reso di fatto inagibile una parte dell’istituto penitenziario. I detenuti hanno delle mazze in pugno, sorridono all’obiettivo del cellulare che li riprende, alcuni con i volti coperti dai cappucci e dalle sciarpe, mentre distruggono ogni cosa a tiro. Sorridono entusiasti, esultano come se avessero vinto o conquistato il carcere. E l’agente della polizia penitenziaria gira il video mentre pian piano ripercorre le tracce della devastazione fino a poco prima incontenibile.