La rivolta No Vax contro #Draghistan monta su Telegram e Twitter

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Telegram (Photo: Telegram)
Telegram (Photo: Telegram)

La solidarietà dei No Pass si sposta sui portuali di Trieste, il mirino su Mario Draghi. Se nella prima parte della protesta contro la certificazione verde il nome del presidente del Consiglio è rimasto più nelle retrovie, e al centro delle accuse figuravano altri protagonisti (Di Maio, Speranza e i sanitari che a vario titolo promuovevano il pass), le proteste al varco 4 hanno delineato il profilo di un nuovo nemico. Il dissenso è spesso manifestato in maniera pacifica, ma con altrettanta frequenza sui gruppi Telegram e Twitter compaiono insulti e minacce all’ex presidente della Bce. L’accusa è rivolta anche ai media italiani, colpevoli di tacere ciò che sulla stampa estera verrebbe invece denunciato: L’Italia è in una dittatura, il “Draghistan”.

Un canale sulla piattaforma di messaggistica porta il nome di #draghiarriviamo. Il titolo è stato modificato di recente. Nel 2020 il gruppo era nato con un altro bersaglio, colui che all’epoca aveva disposto le chiusure dei locali, come misura anti contagio: Giuseppe Conte. Tra gli oltre 400 iscritti, i toni variano: alcuni tengono (o si tengono) informati sulla situazioni ai porti. Per altri, quell’“arriviamo” ha il chiaro intento di risultare una minaccia fisica nei confronti di Palazzo Chigi.

“L’odio per questa persona cresce a dismisura”, si legge in un messaggio, accompagnato da una foto del premier. “Andiamo a prenderli. Dobbiamo liberare l’Italia da Draghi e dalle merde traditrici, Mattarella incluso” scrive un utente. “Ci vuole un cavallo di Troia a Palazzo Chigi” suggerisce un altro. E ancora: “La casa di Draghi già una volta prese fuoco...mmm”.

Anche in altri gruppi Telegram, che in questi giorni hanno alimentato le proteste che si sono trasferite da internet alle piazze, il nome del presidente del Consiglio ricorre adesso in maniera sempre più frequente. “Ma a questo punto Draghi non ha paura? Io mi preoccuperei” si domanda un utente. “Certo che ha paura, ma è scortato da deficienti armati. Ma non avrà la scorta per sempre...”, risponde un altro. Il complotto è chiaro: “E’ ormai evidente che Draghi conduce una dittatura che ha lo scopo di ridurre il popolo italiano alla fame e alla sudditanza”; “Draghi è stato chiamato a svendere l’Italia e lo fa senza tentennamenti. Ma pagherà. Senza dubbio”. Qualcuno lancia un contest: “Brucia anche tu l’immagine di Draghi e posta il video”. Un altro rilancia: “Draghi insieme al governo e ai loro familiari sono da sterminare”.

I gruppi sono corredati da altri post che negano la presenza del covid e promuovono articoli che segnalano gravi effetti collaterali. “Dittatura” è tra le parole più ripetute: il popolo di Twitter ha ribattezzato il paese Draghistan, con l’hashtag davanti, come impone il linguaggio della piattaforma. In questo caso trovare minacce è più difficile, i più lamentano la fine della democrazia in Italia. “Oggi piove in Draghistan” scrive un utente, postando l’immagine degli idranti dello sgombero, “Io sto con i portuali di Trieste, scene inammissibili in qualsiasi paese che si dica democratico, 8 mesi per ridurci così”. Poi i tanti altri: “Se il green pass è la vostra cura rimaniamo malati di libertà”; Senza nazi-pass i sudditi del Draghistan non hanno diritto all’assistenza sanitaria!”; “Uniamoci mano nella mano come fratelli nella lotta contro la violenza di stato del vero neo-fascismo che ha preso il potere in Italia! Abbasso il Draghistan”.

Del Draghistan, scrivono gli utenti, parla la stampa estera, ma ne tace quella italiana. “I giornali di tutto il mondo mostrano le violenze e le torture di Stato del regime in Italia” scrivono, riportando le immagini di cui in realtà anche i media italiani hanno dato conto: quelle dello sgombero al porto. A sostegno della tesi, un utente riporta il titolo di un editoriale pubblicato da Associated Press: “Covid 19 e il fantasma del fascismo in Italia”. A parere dell’utente, il pezzo sosterrebbe la sua tesi e il fascismo di cui si parla sarebbe la dittatura imposta da Draghi. In realtà, l’articolo parla dell’esatto opposto: l’estrema destra che cavalca le proteste contro il covid. In 238 hanno battuto un cuore per il post, altri 130 lo hanno condiviso sulla propria bacheca. Ma qualcuno fa notare l’errore: “Guarda che l’articolo di Ap parla di voi, eh”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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