La rivoluzione della musica: classica via streaming, a pagamento

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La rivoluzione della musica: classica via streaming, a pagamento
La rivoluzione della musica: classica via streaming, a pagamento

Roma, 3 dic. (askanews) – C’è una rivoluzione nella musica classica, sospinta dal Covid: opere e concerti via streaming a pagamento, novità assoluta in Italia.

Uno degli esempi il Festival Donizetti a Bergamo che è riuscito a mettere in scena due opere allestite, una in forma di concerto e un gala. Il direttore artistico Francesco Micheli: “Il festival Donizetti si è articolato con alcuni restringimenti; alcune produzioni sono state eliminate ma soprattutto

si è inventato una web tv affinché quello schermo fosse il nostro reale palcoscenico.

Orchestra e interpreti in platea, coro in scena. La stagione 2020 è stata montata fra mille difficoltà, con l’idea che in tempi di Covid, il teatro sia un ospedale dell’anima. Ma è un successo anche economico: “In questo momento siamo a circa 2500 abbonamenti, a 59 euro l’uno salvo riduzioni per giovani e pubblico speciale” spiega Micheli. “Ogni giorno io ero pronto a dirmi magari chiudiamo. Focolai, DPCM, crollo del soffitto; poteva succedere di tutto e spesso è successo. Quindi già esserci stati e aver sentito il fervore di tanta gente intorno a noi lo rende un’esperienza unica nella vita”.

Sembra incredibile, ma la diretta streaming – magari commentando via chat – ricrea in parte la comunità del pubblico, dice il presidente dell’Accademia di Santa Cecilia, Michele Dall’Ongaro: “Ci vuole la capacità di ricreare in questo modo virtuale quel senso di collettività che istituzioni come Santa Cecilia e altre hanno negli anni – nel nostro caso 500 anni – costruito assieme al loro pubblico”.

Santa Cecilia ha varato venerdì 27 novembre il suo primo concerto in diretta streaming a pagamento sulla piattaforma Idagio. Prezzo popolare, 9 euro e 90. “E’ chiaro che la qualità fa la differenza, e quando dico qualità intendo l’offerta generale: la ripresa, l’audio, gli interpreti” dice ancora Dall’Ongaro.

E in futuro, si pensa a una doppia modalità: in sala e virtuale. In era pre-Covid, Santa Cecilia aveva sperimentato con un concerto della serie “Pappano in web” con modalità interattiva per gli spettatori:

“Girando il loro tablet o il loro cellulare potevano inquadrare l’oboe o il flauto o la parte su cui stavano suonando. All’epoca – dati Tim, non nostri – si raggiunsero circa 22 milioni di utenti fra contatti e interazioni” conclude Dall’Ongaro. “Questo vuol dire che c’è un bacino gigantesco che aspetta solo di scoprire attraverso questi strumenti questo forziere di bellezza di intelligenza che c’è dentro la musica classica. Si tratta solo di aprire quelle porte e non stare seduti ad aspettare che qualcuno bussi, perché così non si va da nessuna parte”.

servizio di Alessandra Quattrocchi

montaggio a cura di Carlo Molinari

immagini a cura di askanews