La ‘Rivoluzione’ di Rocco Hunt: «Per fortuna c’è qualcuno che non crede in me, è il mio stimolo»

Il rap e il pop, la melodia italiana e il reggaeton, gli accenti latini e lo spirito campano: questi gli elementi che confluiscono in ‘Rivoluzione’, quinto album in studio di Rocco Hunt disponibile dal 5 novembre. Dopo essersi “tolto qualche sassolino dalla scarpa – ci confessa il salernitano – c’era quella rabbia giusta che fa esplodere la voglia di farmi sentire”. E Rocco Hunt lo fa nel segno della contaminazione per raggiungere con la sua voce anche chi non crede(va) in lui. Così a ‘Libertà’ non poteva che seguire ‘Rivoluzione’, quindici tracce tra densità e spensieratezza alle quali hanno partecipato, tra gli altri, pesi massimi quali Fabri Fibra, Gué Pequeno, Luchè, Carl Brave, Emis Killa, Boomdabash, Geolier e Ana Mena. A firmare l’immaginario visuale del disco, a partire dall’opera in copertina, è lo street artist Jorit: “è un onore che abbia abbracciato il mio progetto, lui è un vero rivoluzionario”. Intervista di Paola M. Farina

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