La Russia chiude i rubinetti del gas e le quotazioni in Europa schizzano del 10%

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AGI - Una promessa, al momento non mantenuta, fa schizzare i prezzi del gas del 10% in Europa.

L'impegno è quello della Russia che a fine ottobre, di fronte all'impennata delle quotazioni dell'oro blu, aveva assicurato che a partire da oggi avrebbe iniziato il riempimento degli stoccaggi europei.

Per ora però nulla si muove nei gasdotti russi e gli osservatori scommettono che i rubinetti resteranno chiusi finché Bruxelles non avrà dato il via libera definitivo al Nord Stream 2.

La promessa

Il 27 ottobre scorso il presidente Vladimir Putin aveva detto al ceo di Gazprom, Alexei Miller, di iniziare a pompare gas naturale negli stoccaggi europei una volta riempiti quelli russi. I mercati del gas in Asia ed Europa sono sotto pressione da inizio anno, con i prezzi spot degli hub olandesi aumentati del 365% a causa delle scorte basse e per l'aumento della domanda con la ripresa dell'economia dalla crisi Covid-19.

"Non appena avremo finito di pompare (gas) nell'Ugs (stoccaggio sotterraneo di gas) in Russia, inizieremo a pompare il gas nell'Ugs europeo", aveva assicurato Miller a Putin.

Il presidente russo aveva affermato che ciò avrebbe alleviato la situazione del mercato energetico europeo.

Miller in quell'occasione aveva detto che avrebbe terminato di riempire gli stoccaggi russi entro i primi di novembre per poi aprire i rubinetti verso l'Europa. Ma tutto ciò finora non è avvenuto. 

Tensione in Europa sui prezzi

Oggi sui mercati del gas europei si è alzata la tensione proprio per questo motivo. In Europa continentale le quotazioni sono schizzate fino al 10% mentre il benchmark britannico per la consegna di dicembre è aumentato del 6% a 2,03 sterline per therm. 

Negli ultimi giorni, grazie alle rassicurazioni russe, i prezzi erano scesi leggermente dai massimi record di ottobre. 

I trader e gli analisti guardano al fatto da oggi Gazprom dovrebbe iniziare a riempire gli stoccaggi in Europa, situati in Germania e Austria, lasciati scendere a livelli insolitamente bassi nei mesi scorsi, fanno notare. Finora tuttavia non c'è stato un aumento significativo dei flussi e Gazprom non ha prenotato alcuna capacità aggiuntiva per il mese.

Sebbene il gruppo russo possa prenotare capacità alle aste giornaliere, i trader hanno affermato che la calma finora registrata è un segno che i flussi russi verso l'Europa occidentale rimarranno limitati anche con l'inizio dell'inverno.

La Russia ha limitato le sue esportazioni verso l'Europa occidentale a quelle garantite dai contratti a lungo termine e ha legato l'aumento delle forniture all'avvio del controverso gasdotto Nord Stream 2. Alcuni parlamentari europei hanno accusato la Russia di alimentare la crisi del gas per aumentare la pressione sui regolatori e accelerare l'autorizzazione del gasdotto. 

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