"La sanità lombarda non è solida". Polemica sulle parole di Gori, la Lega: "Attacco squallido"

Giorgio Gori alla fiera di Bergamo (Photo: Tiziano Manzoni/ANSA)

Dal fronte più caldo della lotta al coronavirus arriva la polemica sulla sanità lombarda. La querelle è partita dalle parole di Giorgio Gori, sindaco di Bergamo: “Dobbiamo tenere stretti i bulloni, per la sanità lombarda è una prova inimmaginabile. Con estrema fatica i presidi reggono”, ha detto in un’intervista al Messaggero. “I limiti maggiori - continua - emergono nella sanità di territorio, che in Lombardia - nonostante gli sforzi che tutti stiamo facendo - non è solida come quella di Veneto ed Emilia Romagna”. E chiosa: “Purtroppo ora ne abbiamo la prova”.

Le sue parole non sono piaciute alla Lega, che governa la regione con Attilio Fontana. Tra i primi a rispondere, l’assessore al Welfare, Giulio Gallera: “La Lombardia è il sistema più solido che è stato in grado di reggere a un’onda d’urto spaventosa, purtroppo arrivata nella nostra Regione per una totale casualità”, ha detto. Dura la risposta del capogruppo del Carroccio in Senato, Massimiliano Romeo: “L’attacco di Gori alla sanità lombarda è squallido e inaccettabile perché offende l’abnegazione e la grande generosità di tutto il personale sanitario della nostra regione, quotidianamente in prima linea contro il virus. Gori si vergogni e sappia che i nostri medici, gli infermieri sono il cuore della nostra comunità ferita: chi li offende, offende donne e uomini di questa straordinaria terra, che invece merita vicinanza e ascolto”. Il capogruppo della Lega in Senato, Riccardo Molinari attacca: “Le parole di Gori sulla sanità Lombarda non sono solo gravissime, ma anche ipocrite. I tagli alla sanità sono stati fatti in modo pesante dal 2011 col governo Monti che il suo partito appoggiava nel nome del ‘Ce lo chiede l’Europa e del ‘Non facciamo arrabbiare i mercati’. Piuttosto, invece di fare speculazione politica contro Regione Lombardia perché guidata dalla Lega, il sindaco di Bergamo si impegni, come noi, a capire come mai da Roma l’Unità di crisi nazionale blocca respiratori, mascherine, strumenti di protezione individuale acquistati dalle regioni del Nord per ridistribuirli con una logica di certo non chiara, dato che in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto si muore tutti i giorni, e alla faccia di tutti i medici ospedalieri e territoriali, infermieri e personale sanitario che non finiremo mai di ringraziare per l’abnegazione con cui stanno conducendo questa battaglia epocale”.

Il Pd si schiera con il sindaco di Bergamo:  “Il sindaco Gori ha fatto una
riflessione seria sui limiti del sistema sanitario regionale. Riflessione peraltro condivisa da moltissimi, proprio negli ospedali lombardi. Solo la peggiore destra può reagire col linciaggio social a rilievi che meriterebbero una analisi più seria da parte di tutti”, ha detto il deputato del Pd Maurizio Martina.


“Il sindaco di una città deve riflettere sui limiti del proprio sistema sanitario, come sta facendo con passione Giorgio Gori. Lega dovrebbe smettere di sentirsi sempre come la tifoseria indiavolata dentro uno stadio. #coronavirus non è una partita di calcio”, ha invece scritto su Twitter il capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci.

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