La schedatura etnica c’è già, in Alto Adige è per gli italiani

La deputata Micaela Biancofiore con Silvio Berlusconi

Quando il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, parla di censimento e di rom, si scatena il putiferio. Ma la schedatura etnica in Italia c’è già. In Alto Adige, dal 1972, ad essere discriminati sono gli italiani. Qui si parla di “dichiarazione etnica” da anni ma nessuno si scandalizza. E a rimetterci sono gli italiani che non parlano tedesco.

Lo Statuto del 1972

Senza il censimento etnico non si ha diritto a nulla, non ci si può nemmeno candidare alle elezioni”, denuncia Micaela Biancofiore, deputata forzista e coordinatore azzurro nella Regione a Statuto speciale. Lo Statuto del 1972 fu pensato per riparare i presunti danni subiti degli alto-atesini dopo la vittoria dell’Italia nella Prima guerra mondiale e l’annessione dei territori a partire dal 1918. Il risultato, oggi, è che gli italiani sono pesantemente penalizzati.

Il primo censimento

Nel 1981 è stato fatto il primo censimento. “E’ da allora che in Alto Adige i cittadini italiani sono discriminati in casa loro”, attacca Biancofiore. “Non appena compiuti 14 anni d’età, bisogna effettuare una dichiarazione etnica di appartenenza. Ovvero indicare a quale dei tre gruppi razziali aggregarsi: tedesco, italiano o ladino”. Senza la scelta “etnica” non si può accedere alla graduatoria per gli alloggi popolari, a quella per un posto a scuola o per lavorare negli enti pubblici.

Più tedeschi che italiani

L’Alto Adige è a maggioranza germanofona. La popolazione è per circa il 70 per cento “tedesca”, il 26 per cento italiana e il restante fa parte del gruppo ladino. “Tutto è in mano ai tedeschi”, aggiunge la deputata di Forza Italia. “Senza quattro anni di residenza non si può votare neanche alle elezioni amministrative”.

A scuola non si insegna l’italiano

Senza contare che a scuola, chi ha sottoscritto la dichiarazione etnica di appartenenza tedesca, non impara neanche l’italiano. Se nell’anno scolastico 2007-08 il 40% degli studenti tedeschi aveva una buona conoscenza dell’italiano, un anno fa la percentuale si è dimezzata.