La scissione è partita, Di Maio resta con Grillo

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Host and Italian Minister of Foreign Affairs Luigi Di Maio speaks during a meeting of the US-led coalition against the Islamic State (IS) group, at the Fiera di Roma, in Rome, as part of US Secretary of State Antony Blinken's three-nation tour of Europe, on June 28, 2021. (Photo by GIUSEPPE LAMI / various sources / AFP) (Photo by GIUSEPPE LAMI/ANSA/AFP via Getty Images) (Photo: GIUSEPPE LAMI via Getty Images)
Host and Italian Minister of Foreign Affairs Luigi Di Maio speaks during a meeting of the US-led coalition against the Islamic State (IS) group, at the Fiera di Roma, in Rome, as part of US Secretary of State Antony Blinken's three-nation tour of Europe, on June 28, 2021. (Photo by GIUSEPPE LAMI / various sources / AFP) (Photo by GIUSEPPE LAMI/ANSA/AFP via Getty Images) (Photo: GIUSEPPE LAMI via Getty Images)

Il segnale che Luigi Di Maio dà ai colleghi e al mondo pentastellato è nell’intervento del suo fedelissimo Vincenzo Spadafora, che irrompe nell’assemblea dei deputati M5s convocata d’urgenza e fino a quel momento timida e prudente. A Giuseppe Conte – dice l’ex ministro dello Sport - va riconosciuta certamente una “visione politica” nell’azione di governo ma non una propensione alla leadership M5s, che sono “due mestieri differenti”. Con queste parole viene dato il via al grande posizionamento dei parlamenti in vista di una scissione annunciata. Con l’ex spin doctor di Di Maio, ai tempi in cui era capo politico, che scarica l’ex premier per salire per primo sul carro di Grillo in questa giornata segnata da una tensione altissima che culmina con le assemblee dei gruppi.

Prima delle rispettive riunioni, ai deputati e ai senatori è arrivato il messaggio di Beppe Grillo prima e quello di Giuseppe Conte dopo. Come a dire: “Scegliete da che parte stare”. I presupposti della scissione si manifestano così, con il Garante che appare in video in versione non rabbiosa, anzi veste i panni del papà ferito e non “padre padrone” come invece lo aveva definito Conte. Tenta la mozione degli affetti per tenere con sé quanti più parlamentari possibili, ricorda le battaglie grilline, la traversata dello Stretto di Messina a nuoto e il giro dell’Italia in camper. Infine ribadisce che Conte non è più la persona adatta per il Movimento. A strettissimo giro replica appunto l’ex premier, breve e diretto: “Non terrò il mio progetto nel cassetto”. Appare chiaro, malgrado ci sia ancora chi immagina una mediazione in extremis e spiragli aperti da Grillo, che l’avvocato del popolo stia già arruolando le truppe per nuovo partito. Truppe che si palesano, seppur in misura ridotta, durante le assemblee...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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