La seconda ondata Covid frena la ripresa in Europa, Pil -7,3% nel 2020

·3 minuto per la lettura

AGI - La seconda ondata Covid frena la ripresa dell'economia europea. A rilevarlo è l'Eurozone economic outlook stilato congiuntamente dall'Istituto di studi e previsione economica tedesco Ifo, dall'Istituto nazionale di statistica italiano Istat e dall'Istituto svizzero Kof, secondo cui "dopo il marcato aumento nel terzo trimestre, nell'area dell'euro l'attività economica è attesa diminuire nel quarto, condizionata dall'emergenza sanitaria e dalle nuove misure di contenimento della diffusione del Covid". Nel quarto trimestre "la debolezza di consumi e investimenti si rifletterebbe sul Pil (-2,7%) determinando un calo dell'intero anno 2020 pari a -7,3%".

I rischi tendono al negativo

L'attuale quadro previsivo, si evidenzia nell'analisi, "è caratterizzato da una forte incertezza, soprattutto considerando la ripresa dei contagi in quasi tutti i paesi e dell'implementazione delle misure di lockdown. Tuttavia l'avvio della campagna di vaccinazione su scala europea dovrebbe generare un significativo miglioramento delle aspettative e un progressivo ritorno alla normalità.

La progressiva implementazione delle politiche di investimento legate al piano Next Generation costituirebbe un ulteriore stimolo positivo. Inoltre, una 'hard' Brexit, non regolamentata, potrebbe influenzare negativamente l'attività economica".     

Consumi e investimenti tra lockdown e aiuti

Nel dettaglio, le attuali misure di contenimento condizionerebbero i consumi privati nel quarto trimestre (-3,7%), mentre l'atteso miglioramento dell'evoluzione della pandemia e il proseguimento delle politiche a favore dell'occupazione e dei redditi dovrebbe portare a un miglioramento delle spese delle famiglie nel primo e secondo trimestre del 2021 (rispettivamente +0,7% e +2,7%). Nel quarto trimestre la debolezza di consumi e investimenti si rifletterebbe sul Pil (-2,7%) determinando un calo dell'intero anno 2020 pari a -7,3%. Il Pil è atteso recuperare nel primo trimestre (+0,7%) per poi accelerare nel secondo (+3,0%).    

Cala ancora la fiducia di consumatori e imprese

Le nuove misure di contenimento implementate da novembre dai Paesi, hanno determinato un rallentamento dell'attività economica. L'indicatore del clima economico (Esi) è nuovamente diminuito a novembre, rimanendo nettamente al di sotto della sua media di lungo termine. Il calo della fiducia ha riguardato sia i consumatori sia le imprese e in particolare quelle dei servizi e del commercio al dettaglio mentre per il settore manifatturiero la riduzione è stata più lieve. La produzione industriale è aumentata a ottobre (+2,1% in termini congiunturali), supportata dal contributo positivo della Germania.

Nei prossimi mesi, un inasprimento delle misure di contenimento condizionerebbe ulteriormente l'attività economica soprattutto nei servizi con effetti limitati nella manifattura. La produzione industriale è attesa aumentare dell'1,3% nel quarto trimestre in termini congiunturali per poi rallentare la crescita nel primo trimestre (+0,5%) chiudendo comunque il gap con la fase pre-Covid. In T2 si prevede una accelerazione congiunturale (+1,4%) mentre il favorevole confronto tendenziale risulta influenzato dai bassi livelli segnati nello stesso periodo del 2020. 

La pressione sui prezzi rimane contenuta

A novembre, la variazione annua dell'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) è rimasta negativa (-0,3%) condizionata dalle diminuzioni dei prezzi dell'energia, nonché dalla riduzione temporanea delle aliquote Iva tedesche, entrata in vigore a luglio. Nel quarto trimestre l'evoluzione dell'inflazione sarà improntata alla stabilizzazione dei ritmi raggiunti (-0,3%) portando, nella media del 2020, a un aumento dello 0,2%.