La seconda vita di Mario Mandzukic al Milan

Chiara Gullone
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Dopo quattro anni e mezzo alla Juventus, ha riabbracciato la Serie A. Il Milan va sul sicuro con Mario Mandzukic, uno dei centravanti più affamati degli anni scorsi, che ha collezionato 44 goal in una squadra in cui gli interpreti del reparto offensivo non sono mai mancati. Tecnica, esperienza e mentalità lo rendono una pedina fondamentale della scacchiera rossonera, uno dei giocatori in grado di spostare il baricentro e gli equilibri della squadra.

Mario Mandzukic, prima ancora che nella Juventus, ha giocato in club del calibro del Bayern Monaco e dell'Atletico Madrid trovando però proprio in Serie A la continuità necessaria per imporsi come uno degli elementi più interessanti e decisivi della sua rosa. Passato alla Juve per 19 milioni di euro, ha fornito un contributo determinante sotto rete, fino a diventare uno dei beniamini della squadra. Nell'ultimo anno in bianconero, anche a causa delle prestazioni sottotono, del cambio di panchina da Allegri a Sarri e dei nuovi acquisti di giocatori sempre più validi e specializzati, viene privato del ruolo da titolare. Nel dicembre 2019 passa all'Al-Duhail, in Qatar, dove accumula due semestri di inattività. Mandzukic manca l'appuntamento con il calcio competitivo da tempo, ma ciò non fa altro che acuire la fame di agonismo caratteristica del giocatore.

Un giocatore di struttura, che conosce i ritmi del nostro campionato ma che soprattutto spicca in una squadra ricca di giovani ma in cui l'esperienza latita. Il modo in cui la dirigenza rossonera lavora sul mercato è sintomo diretto di questo dato, e in secondo luogo è indicativo per comprendere che il Milan a questo punto della stagione pensa davvero allo Scudetto. Il giocatore croato è un plus che, prescindendo dalle comprovate abilità tecniche, serve alla squadra per impostare un gioco da big. L'occasione Mandzukic ricalca l'effetto Ibra e, nonostante siano giocatori diversi, anche per lui lo scopo principale è quello di alzare l'asticella e di rappresentare un altro capo saldo d'esperienza all'interno della squadra.