La seconda vita di Young Signorino

Gabriele Fazio
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È uscito venerdì 17 luglio “Mon Amour” il nuovo singolo di Young Signorino, uno dei trapper più discussi degli ultimi anni. Discusso per la sua musica fortemente divisoria, tra chi lo considerava avanguardia e chi un personaggio quasi pericoloso, la negazione di tutto ciò che la tradizione cantautoriale italiana ci ha insegnato. Discusso per certe sue dichiarazioni estreme riguardo il satanismo, il suo modo alle volte superficiale di affrontare l'argomento della droga, tutte cose che lo hanno portato a diventare un vero fenomeno del web con video su YouTube visualizzati da milioni di utenti. Poi, come se la bolla fosse esplosa, la pausa, il silenzio e il ritorno in maniera del tutto trasformata. La musica di Signorino cambia, il sound è più centrato, il linguaggio più etereo, personale, sensato; muta del tutto la propria narrazione.

Possiamo dividere la tua carriera finora in due fasi? La prima, quella legata ai primi video su YouTube da milioni di visualizzazioni, le dichiarazioni sulle tue parentele con Satana e Marilyn Manson; e poi questa seconda dove tutto appare più chiaro, pulito e a parlare è la musica…

“Si, sicuro, anche perché nella prima parte della mia carriera ero più piccolo e ragionavo di meno, anche a livello di testi e immagine. Poi crescendo (anche se ho 22 anni, da 19 a 22 anni è un bel periodo di crescita) è cambiata la mia carriera, quindi dividiamola in due parti si.”

Cos'è successo nel mezzo?

“Nel mezzo sono cresciuto, ho trovato la mia strada, cosa mi piaceva davvero fare musicalmente, cosa volevo esprimere”

Nei tuoi ultimi lavori ritorna sempre forte questa figura che ti ha salvato…a chi ti riferisci e da cosa ti ha salvato?

“Mi riferisco a mia moglie e mi ha salvato da quello che potevo diventare. Perché comunque ho cominciato quel tipo di carriera della quale parlavamo prima e la mia vita stava prendendo un altro verso, che non era molto bello, non era molto carino”

Riguardo quella parte della tua carriera, quante delle cose che hai detto confermeresti?

“Ti dico la verità, io sono proprio cambiato del tutto. Lascio da parte quel pezzo della mia carriera. Qualche canzone è carina perché suona, però lascerei proprio da parte quel personaggio lì”

Quindi quel personaggio lo rinneghi?

“Si, perché adesso sono cambiato, faccio le cose fatte perbene”

Pensando a quel personaggio, cosa ci trovi di sbagliato?

“Non è che ci trovo niente di sbagliato, ma quel personaggio lì non è pronto per un paese come l'Italia, ma magari è anche giusta questa cosa”

Ci racconti com'è nata la collaborazione con Vinicio Capossela?

“Io ho partecipato al suo festival, lo Sponz Fest, e gli sono stato simpatico, si è creato un bel rapporto. Poi lui mi ha chiamato per fare un remix di una sua canzone, “La peste”, io ho aggiunto una strofa, l'abbiamo remixata anche a livello strumentale e di beat”

Ti sei mai chiesto perché un cantautore come Capossela abbia scelto proprio te?

“Lui mi ha detto perché sono una figura alternativa, perché gli piace quello che faccio e come sono come persona, oltre la musica; questo è quello che mi ha detto quindi mi sono dato questa risposta anch'io”

Tu come lo hai trovato come persona?

“È forte, a livello musicale e anche personale. È umile, una persona veramente ottima, poi è un genio”

Ci sono artisti della trap italiana con i quali vorresti collaborare?

“Non lo so, non vorrei dire che sono lontano dalla scena trap ma sto facendo una trap diversa. Mentre gli altri mettono pochi contenuti, io adesso stranamente (perché fa abbastanza scalpore questa cosa) mi concentro molto sul testo ed ho molti contenuti. Descrivo, racconto, quindi non mi sento molto vicino alla trap”

E con altri artisti in generale?

“Con questo nuovo album che uscirà vado all'avanscoperta, quindi devo capire a che mondo mi avvicino”

C'è qualcuno che ti piace particolarmente della scena rap/trap italiana?

“Ernia, mi piace molto, anche come carattere del personaggio. Ernia è forte”

È evidente che tu in questo momento stai affrontando un percorso musicale ben preciso, ma dove vorresti arrivare?

“Adesso ho capito che voglio arrivare a fare risentire le persone nei miei testi. Ho visto che gli ultimi singoli che sono usciti aiutano persone in difficoltà, magari con la depressione che è un argomento un po' da prendere con le pinze, ma io mi so mettere nei panni di queste persone e voglio aiutare con i miei testi”