La senatrice "No green pass" è entrata in Senato senza esibire la carta verde

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AGI - Non ha voluto esibire il green pass entrando in ufficio e neanche a palazzo Madama. È stata quindi segnalata dagli assistenti parlamentari ai questori, ma la senatrice di Aletrnativa C'è Bianca Laura Granato è arrivata a palazzo Madama per prendere parte ai lavori della commissione Affari costituzionali dove è obbligatorio esibire il 'passaporto verde'.

Ora bisognerà capire se anche in Aula sarà possibile l'accesso a partire dalle ore 16:30 con l'assemblea convocata per l'informativa del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese.

I lavori della prima commissione del Senato a cui ha preso parte la senatrice Granato sono stati sospesi.

È stato il presidente della Affari costituzionali, Dario Parrini, a comunicare lo stop dopo essere stato informato della questione dagli uffici dei questori.

Ora si aspetta la decisione del consiglio di presidenza di palazzo Madama rispetto alla senatrice di L'Alternativa c'è. "Non si può lavorare - ha notato Parrini - con la presenza di una trasgressore delle regole fondamentali".

"Quando sono fuori dal Senato - aveva annunciato Granato - per rispettare tutte le regole cui sono sottoposti anche gli altri cittadini lo esibisco, ma nel luogo deputato alla rappresentanza dei cittadini mi rifiuto di piegarmi a una distorsione del regolamento del Senato, oltretutto derivante da un decreto legge, un atto unilaterale del governo che ancora non è stato convertito in legge e che adesso il Parlamento sta discutendo".

"Se non mi fosse data la possibilità di entrare in Senato, di difendere gli emendamenti che ho presentato e questi decadessero, sarebbe un atto gravissimo. Infatti se sono assenti i proponenti gli emendamenti decadono in automatico".

"Voglio informare i cittadini del grave pericolo che sta correndo la democrazia in Italia - aveva aggiunto la senatrice di l'Alternativa C'è - La distorsione del regolamento del Senato che precluderebbe l'ingresso ai senatori che non esibiscono la tessera verde è un atto che colpisce le minoranze.  Tutto quello che sta avvenendo in Italia è qualcosa di inedito nella storia della Repubblica dalla fine del fascismo. È in atto uno stravolgimento della Costituzione che non trova giustificazione in nulla che non sia un artificio del governo con la connivenza della classe politica che lo sostiene ".

E si è detta: "Solidale con i manifestanti di Trieste e di tutta Italia che stanno tutelando uno stato di diritto che ci hanno negato attraverso leggi incostituzionali e autoritarie, che non esistono in nessun altro paese europeo".

Cinque gli emendamenti proposti da L'Alternativa C'è, e che in caso di assenza della proponente rischiano di decadere: obbligo di indennizzo per menomazioni dovute alla vaccinazione;  tamponi antigenici o molecolari gratuiti per i lavoratori non vaccinati; esclusione di collaboratori domestici, colf,  badanti, commercianti ambulanti e piccole imprese (da 5 a 20 dipendenti)  dall'obbligo di green pass come per l'orientamento e la formazione professionale nella scuola; credito d'imposta per  i datori di lavoro privati che sostengano le spese per i tamponi ai propri lavoratori; sanzioni ridotte (da 60 a 100 euro invece che da 600 a 1500) o annullate per l'inottemperanza alle disposizioni sui green pass; anche il test antigenico salivare darà accesso al green pass, mentre la validità del test antigenico rapido passa da 48 a 72 ore.

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