La senatrice Segre smentisce le Sardine: "Non ho inviato alcun messaggio di adesione"

Gabriella Cerami

Il secondo inciampo sulla strada che porterà le Sardine a Roma il 14 dicembre. Ieri l’apertura a CasaPound, poi smentita, arrivata a sorpresa dall’organizzatore del flashmob della Capitale. Oggi un nuovo passo falso. Proprio martedì sera in piazza Castello a Torino, Paolo Ranzani, uno dei promotori, ha preso il microfono e ha letto quello che ha definito un messaggio inviato da Liliana Segre: “Un grande augurio alle Sardine, soprattutto ai giovani, la piazza è loro perché saranno le sentinelle della memoria”. È stato tra l’altro uno dei momenti più emozionanti della serata se non fosse che oggi la senatrice sopravvissuta all’olocausto ha chiarito di “non aver mai inviato messaggi di adesione alla manifestazione di ieri o ad altre consimili. Ogni notizia al riguardo è quindi destituita di fondamento”.

Un fulmine piombato nel quartier generale delle Sardine che ha sede a Bologna dove tutto è iniziato. E quanto è successo fa ancora più male se si pensa che il movimento è nato sulla spinta del voto contrario leghista all’istituzione della commissione d’inchiesta contro il razzismo e l’antisemitismo di cui la senatrice Segre era prima firmataria.

Per adesso dagli organizzatori non è arrivata alcuna precisazione per chiarire quanto è avvenuto né le scuse ufficiali. E la paura che questa sovraesposizione possa inficiare piazza San Giovanni cresce sempre di più poiché sarà quello il momento di passaggio, tra un prima fatto di tante piazze in giro per l’Italia e un dopo ancora da definire. Servirà però un coordinamento su scala nazionale, che fino a questo momento non ha ben funzionato, soprattutto per evitare infiltrati.

Preoccupazione per la manifestazione di sabato? “Dovrà passare il messaggio che ci sarà tanta gente in piazza”, risponde al telefono Mattia Santori ancora scosso per ieri e ignaro di ciò che sta per emergere, cioè che il messaggio letto in piazza e attribuito alla senatrice Segre in realtà era un fake. Sa...

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