La settimana dello Stato dell'Unione

La settimana dello Stato dell'Unione

Gran parte del discorso annuale sullo stato dell'Unione europea di Ursula von der Leyen ha riguardato la guerra in Ucraina.

Il conflitto sul campo, le sanzioni alla Russia e, naturalmente, le ricadute economiche dell'aggressione militare sono stati gli argomenti toccati dalla presidente della Commissione, che ha proposto misure di emergenza per affrontare la crisi energetica, tra cui un prelievo degli extra-profitti di alcune società energetiche e una riduzione con obiettivi vincolanti dei consumi.

L'escalation della guerra energetica con la Russia, ha chiarito la presidente, metterà alla prova la determinazione europea nei prossimi mesi.

"Questa non è solo una guerra scatenata dalla Russia contro l'Ucraina. Questa è anche una guerra alla nostra energia. È una guerra alla nostra economia. È una guerra contro i nostri valori. È una guerra contro il nostro futuro. È l'autocrazia contro la democrazia. E resto convinta che con il coraggio necessario e con la solidarietà necessaria, Putin fallirà e saranno l'Ucraina e l'Europa a prevalere".

L'Europa e l'Ucraina

A sottolineare la vicinanza dell'Unione europea all'Ucraina c'era anche la presenza della first lady ucraina, Olena Zelenska, che ha ricevuto una carolosa accoglienza al Parlamento europeo, con gli applausi e la standing ovation dei deputati.

Lo stesso presidente Volodymyr Zelensky, che ha visitato le zone dell'Ucraina nordorientale recentemente liberate, ha sottolineato l'importanza dell'invito di sua moglie a Strasburgo, auspicio di è relazioni ancora più strette in futuro.

“Per la prima volta nella storia dell'Unione Europea, un Paese esterno è stato effettivamente rappresentato in una sessione speciale del Parlamento europeo durante, l'annuale discorso sullo stato dell'Unione: ed è il nostro Paese. Che al momento è ancora fuori dall'Unione. Stiamo lavorando per l'adesione, sul piano politico, legale, e simbolico".

Un discorso da leader

Ma quale impatto hanno avuto le parole di Ursula von der Leyen? Analizza il discorso rispondendo alle domande di Euronews Jacob Kirkegaard, ricercatore del Peterson Institute for International Economics e del German Marshall Fund.

Molto è stato detto e scritto su questo discorso, anche prima che venisse pronunciato. C'è stato qualcosa di sorprendente?

Non proprio. Penso che la presidente abbia iniziato la sua campagna per una potenziale seconda legislatura, cosa che ovviamente richiede l'approvazione del Parlamento europeo. Quindi, c'erano molti elementi del suo intervento che avrebbero dovuto compiacere i parlamentari a cui si rivolgeva. Per esempio: la modifica dei trattati. Le parole dure riservate a Polonia e Ungheria e ovviamente una fortissima promozione dell'operato della commissione sulla questione Ucraina. Tutte cose che naturalmente hanno ottenuto un buon responso dagli eurodeputati.

Questo è stato il primo discorso sullo Stato dell'Unione Europea in tempo di guerra. La presidente ha trasmesso ai cittadini una sorta di resistenza, in "stile Churchill" e ha instillato la disponibilità a fare sacrifici?

Kirkegaard: Sicuramente ha trasmesso un senso di urgenza e ha affermato in modo molto chiaro il fermo sostegno dell'Unione europea all'Ucraina. Ma non ha parlato in maniera diretta agli elettori europei, alla popolazione, e sicuramente questo non è nemmeno il suo compito. Non ha indicato loro la necessità di fare sacrifici, abbassare la temperatura nelle loro case o, fare magari docce più brevi. Ha menzionato, ovviamente, le difficoltà in arrivo, ma in senso astratto. Anche perché il pacchetto di misure di emergenza energetica non è stato ancora ultimato.

Von der Leyen ha detto che la guerra in Ucraina è anche una guerra contro di noi, la nostra energia, la nostra economia e i nostri valori. Cosa ne pensa la gente?

Penso che questa narrativa funzioni. Stando ai sondaggi dell'opinione pubblica europea, c'è chiaramente in tutti i paesi un fermo sostegno, un sostegno pubblico per gli aiuti militari ed economici all'Ucraina. Questo è fondamentalmente ciò che ha trasmesso. Anche di fronte alle prospettive di rincari dell'energia e di maggiori difficoltà economiche per l'europeo medio, la volontà di sostenere l'Ucraina resta. E penso che la presidente abbia espresso questo concetto abbastanza bene, per quanto possa fare un leader europeo senza un mandato elettorale diretto da parte del pubblico a cui si rivolge.