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Roma, 13 giu. (askanews) -

Iraq/ Iraq-Usa, al via oggi il 'dialogo strategico' Baghdad-Washington In agenda futuro presenza forze Usa e riduzione influenza Iran

Roma, 11 giu. (askanews) - Parte oggi in video conferenza il cosiddetto 'dialogo strategico' tra Iraq e gli Stati Uniti per una revisione delle relazioni tra i due Paesi nel quadro del dell'Accordo strategico (SFA), siglato nel 2008 tra Baghdad e Washington. In agenda quattro questioni cruciali per l'Iraq: 'il futuro della presenza' delle forze Usa nel Paese; 'la riduzione' dell'influenza iraniana; 'la nuova politica di Washington' in Iraq; e infine 'l'indipendenza' energetica di Baghdad, come scrivono oggi media locali.

Il primo round vede la partecipazione di delegazioni per entrambe le parti, sebbene nominare i rappresentanti di Baghdad abbia alimentato discussioni, sia per quanto riguarda le personalit coinvolte che per i meccanismi e i parametri da stabilire. Per la prima volta al tavolo dei negoziati sieder anche un rappresentante della regione autonoma del Kurdistan: l'ex ministro degli Esteri Hoshyar Zebari. Il segretario di Stato USA, Mike Pompeo, ha il compito di supervisionare i colloqui tra le parti, e tra i membri delle due squadre negoziali vi sono rappresentanti dei Ministeri del Petrolio, della Difesa, degli Interni, delle Finanze, dell'Istruzione, della Sanit e della Banca Centrale.

A promuovere il dialogo stato il nuovo premier Mustafa al Khadimi preoccupato dalle tensioni tra Washington e Teheran, verificatesi in tutto l'arco del 2020 che hanno rischiato di trasformare Baghdad in un terreno per un regolamento di conti tra Usa e Iran. Sul versante iracheno le differenze di vedute non mancano: i partiti sciiti credono che sia necessario stabilire fin da subito una data precisa per il ritiro delle statunitensi dal Paese; e questo mentre le forze politiche sunnite e curde non condividono del tutto tale idea.

Secondo fonti ufficiali curde citate dall'emittente Rudaw, le questioni oggetto di discussione sono quattro: i primi due riguardano 'le relazioni e la nuova politica Usa in Iraq' e 'l'indipendenza dell'Iraq in campo strategico'; ma sono sopratutto gli ultimi due ad essere cruciali per gli iracheni: 'Il futuro della presenza delle forze statunitense presenti in Iraq', chiesta da Baghdad e 'la riduzione dell'influenza iraniana nel Paese' sollecitata da Washington. (Segue) (Segue)