Il problema della dipendenza dell'Europa dal gas russo

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AGI - "L'annuncio di Gazprom che interromperà unilateralmente la consegna del gas ai clienti in Europa è l'ennesimo tentativo della Russia di utilizzare il gas come strumento di ricatto" e "questo è ingiustificato e inaccettabile. E mostra ancora una volta l'inaffidabilità della Russia come fornitore di gas". È la dura condanna della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in risposta all'annuncio di Gazprom sull'interruzione delle forniture a Polonia e Bulgaria.

"Gli Stati membri hanno messo in atto piani di emergenza proprio per questo scenario e abbiamo lavorato con loro in coordinamento e solidarietà", ha aggiunto la presidente "Continueremo inoltre a collaborare con partner internazionali per garantire flussi alternativi" e "con i leader europei e mondiali per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico in Europa. Gli europei possono confidare che resteremo uniti e solidali con gli Stati membri colpiti".

Quanto gas importa l'Europa dalla Russia

L'Europa è fortemente dipendente dalla Russia per il suo gas. Ma a quanto ammonta questa dipendenza? Nel 2021 l'Ue ha importato il 45% del gas dalla Russia. Ovvero oltre 380 milioni di metri cubi (mcm) al giorno tramite gasdotto, per un totale di circa 140 miliardi di metri cubi all'anno, secondo l'Iea. Altri 15 miliardi di metri cubi sono stati consegnati sotto forma di gas naturale liquefatto (gnl).

Una volta bloccato l'import da Mosca, la difficoltà principale per l'Europa sarà quella di armonizzare le politiche (e le dipendenze) energetiche europee che sono allo stato differenti e scollegate le une dalle altre. E dopo lo stop ufficiale delle forniture di Gazprom a Polonia e Bulgaria il prezzo del gas naturale in Europa è schizzato del 16% a 119,75 euro per megawattora, per poi ripiegare al +4% sopra i 106 euro. Considerando che la settimana scorsa i prezzi si stavano stabilizzando sotto quora 100 euro.

La situazione più critica in Europa, oltre ad alcuni paesi dell'Est, è quella della Germania che nel 2020 importava dalla Russia circa il 65% del gas (dati Iea) pari a 42,6 miliardi di metri cubi, seguita dall'Italia con 29,2 miliardi di metri cubi. La dipendenza energetica tedesca nei confronti della Russia è peggiorata dall'11 marzo del 2011, data dell'incidente nella centrale nucleare giapponese di Fukushima. A seguito dell'evento, Berlino ha deciso di uscire dal nucleare, incrementare l'import di gas dalla Russia con il Nord Stream 2 e puntare forte sull'eolico offshore. A fine anno il Paese avrebbe dovuto spegnere le ultime tre centrali nucleari in funzione (erano 8 nel 2011) ma il governo sta seriamente valutando di lasciarle accese.

Il secondo Paese europeo maggiormente dipendente dal gas di Mosca è l'Italia, che importa il 38% del gas che consuma pari a circa 29 miliardi di mc. La dipendenza è aumentata negli anni se si pensa che nel 2012 la percentuale era intorno al 30%.

La produzione nazionale è scesa ai minimi, circa 3 miliardi di metri cubo ma il governo ha intenzione di aumentarla dai giacimenti in funzione (senza nuove trivellazioni). L'Italia importa il 95% del gas che consuma (circa 72 mld di mc). Ma nelle ultime settimane il Governo italiano ha stretto accordi per aumentare le importazioni di gas con Algeria, Egitto, Repubblica del Congo, Angola.
Austria, Ungheria, Slovenia e Slovacchia ottengono circa il 60% del loro gas naturale dalla Russia.

Le reazioni alla mossa di Gazprom

La decisione della Russia di interrompere le forniture di gas alla Polonia e alla Bulgaria aumenterà il suo status di Paese paria, sia sul piano politico che economico, ha detto il vice primo ministro di Londra, Dominic Raab. "Lo avvertivamo da tempo, ora sosterremo i nostri amici e alleati", ha detto, "L'interruzione della fornitura di gas avrà un effetto molto dannoso anche sulla Russia poiché sta diventando sempre di più un Paese paria non solo dal punto di vista politico ma anche economico", ha dichiarato.

Quattro acquirenti europei di gas russo hanno già pagato in rubli le forniture a Gazprom e in totale 10 Paesi hanno finora aperto i conti speciali presso Gazprombank necessari per assecondare le condizioni di Mosca di pagare in valuta locale. Lo riporta Bloomberg, citando una fonte "vicina a Gazprom". In totale, l'elenco degli acquirenti di gas russo nell'elenco dei Paesi considerati "ostili" da Mosca comprende 21 Stati tra cui anche l'Italia. Oggi, dopo lo stop dei flussi a Bulgaria e Polonia, il presidente della Duma russa, Vyacheslav Volodin, si era espresso a favore dell'interruzione delle forniture a tutti i Paesi non amici.

Polonia e Bulgaria si sono rifiutate di saldare in rubli i pagamenti in scadenza lo scorso 26 aprile e per questa ragione le forniture ai due Paesi sono state sospese mentre nell'immediato non sono previsti ulteriori tagli in quanto i prossimi pagamenti arriveranno a scadenza nella seconda metà di maggio.

 

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