La sfida del Lazio per un invecchiamento pienamente attivo

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Il progressivo invecchiamento della popolazione comporta la necessità di rispondere a nuove sfide. E il Lazio scende in campo con un provvedimento che punta a valorizzare il ruolo della persona anziana come risorsa inserita nella vita attiva della comunità. Un intervento ancora più opportuno tenendo conto della massiccia presenza di anziani nella Regione (basta dare uno sguardo ai dati: nel 2021 l'indice di vecchiaia per il Lazio dice che ci sono 174,8 anziani ogni 100 giovani) e dell'esperienza maturata nel corso della pandemia. Prima firmataria della proposta di legge regionale n. 232, concernente 'Norme a tutela della promozione e della valorizzazione dell'invecchiamento attivo', è Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti al Consiglio regionale del Lazio.

Il testo, che vede le firme anche di molti consiglieri di tutti i gruppi politici presenti in Regione, è stato elaborato insieme ai sindacati dei pensionati Cgil Cisl e Uil che già nella precedente legislatura Zingaretti avevano prodotto una legge di iniziativa popolare sostenuta da migliaia di firme di cittadini. "Era il 2014 - racconta Bonafoni all'Adnkronos - e il quadro normativo apparì da subito insufficiente in relazione alla persona anziana considerata non come 'soggetto attivo' ma destinataria di interventi soltanto di tipo assistenziale. Una risposta ai bisogni sacrosanta ma non in grado di attivare invece il protagonismo delle persone anziane sulla scia dell'aumento dell'aspettativa di vita".

Poi è arrivata la pandemia. I lutti nelle Rsa, l'isolamento in casa, la lontananza dagli affetti hanno acceso i riflettori sul tema della fragilità degli anziani. "In quei mesi c'è stato un sussulto: i sindacati hanno bussato alla porta della Regione dicendo che era arrivato il momento - prosegue Bonafoni - Abbiamo quindi cominciato a fare riunioni a distanza con l'obiettivo di adattare il testo pre-pandemia a tutto quello che il Covid 19 ci stava insegnando. E' nata così la proposta di legge che è stata depositata al Consiglio regionale nell'agosto scorso. Ora siamo in dirittura d'arrivo".

"Obiettivo della proposta - spiega Bonafoni - è valorizzare la persona anziana, trasformandola da mero e prezioso ricettore di servizi ad attivatore di possibilità nel campo del sociale, nell'integrazione socio-sanitaria e soprattutto nell'abbraccio di tutte le materie e le deleghe che la Ragione ha, dalla formazione alla cura del verde, dal rapporto intergenerazionale all'utilizzazione degli spazi fino alle nuove tecnologie". Una proposta che mira dunque a migliorare il benessere e l'indipendenza degli anziani, promuovendone la partecipazione attiva alla vita sociale, civile, economica, culturale e ricreativa.

"L'invecchiamento attivo è uno dei grandi temi di cambiamento culturale all'interno della società. Serve un aiuto: in tutto l'Occidente ancora si ragiona poco purtroppo sul valore di questa età", afferma Paolo Ciani, consigliere regionale di Demos e vicepresidente della commissione Sanità, tra i firmatari della pl. E' una legge, precisa, "pensata per la fascia d'età che precede quella di maggior fragilità e va ad interessare una parte della popolazione che proprio con l'allungamento della speranza di vita è ancora pienamente attiva: quei giovani anziani al di là dei 65 anni che ancora hanno molta energia dal punto di vista fisico, intellettivo, spesso anche economico. E' giusto che abbiano un loro ruolo all'interno della società", a dispetto del pensiero comune che vede per le donne e gli uomini più maturi arrivare "una stagione in cui non servono più a nulla e non sono più utili".

Proprio il vissuto nel periodo Covid-19 "ha messo in luce - osserva Ciani - la fragilità delle risposte date agli anziani negli ultimi decenni, in particolare il tema dell'istituzionalizzazione. E' stato drammatico vedere come i luoghi deputati all'accoglienza e alla cura - Rsa, case di riposo e lunga degenza - si siano dimostrati di fatto non in grado di proteggere gli anziani dalla pandemia. Anzi, luoghi dove maggiormente è entrato il virus con perdite ingenti in termini di vite umane. L'esperienza ha dimostrato che è arrivato il momento di superare il modello istituto come unica risposta di presa in carico della fragilità degli anziani. Bisogna pensare a modelli alternativi: le cure a domicilio, il cohousing, piccole case famiglia con la possibilità di usare tutte le risorse, dall'assistenza domiciliare integrata alla telemedicina, facendo sì che ciascuno resti a casa propria".

La proposta di legge prevede anche di istituire la giornata regionale dell’invecchiamento attivo per il 22 aprile di ogni anno, data in cui ricorre la nascita di Rita Levi Montalcini. Un'iniziativa utile, secondo Ciani, per sensibilizzare sui temi legati all'universo degli anziani. "Sono una preziosa risorsa, non dimentichiamoli. Ciascuno di loro può ancora dare un contributo importante alla società".

L'invecchiamento attivo è un tema che unisce tutte le forze, la condivisa urgenza di dare risposte si traduce in una legge su cui c'è ampia convergenza. D'altro canto, come spiega il consigliere regionale di Energie per l'Italia Fabio Capolei, vicepresidente della Commissione Sanità alla Pisana "essere inclusivi con le persone anziane è oggi più che mai importante. Eventi recenti come la pandemia da Covid-19 hanno messo in luce gravi problematiche che coinvolgono principalmente i soggetti più fragili quali la solitudine, l’isolamento e l’esclusione sociale, problematiche che, in condizioni normali, nella vita di tutti i giorni non dovrebbero esistere. La proposta di legge n. 232 che abbiamo discusso in commissione Sanità, e che a breve approderà in Aula, va in questa direzione. È un testo a cui teniamo e a cui abbiamo partecipato presentando alcuni emendamenti, perché abbiamo a cuore il target a cui si riferisce".

Anche secondo Capolei "è fondamentale rafforzare il contributo che arriva dagli anziani". Per questo, "sono necessarie attività di promozione di luoghi di socializzazione, attività di formazione tecnologica, attività culturali e, più in generale, tutto ciò che possa favorire la loro partecipazione alla vita sociale, economica e culturale del Paese. In questo senso, riteniamo che i Comuni dovrebbero coinvolgere maggiormente gli anziani in attività sociali, usufruendo così della loro esperienza, e magari fornendo loro in cambio servizi sanitari quali, ad esempio, check-up gratuiti".

All'esame della commissione Sanità della Pisana, "tutti gli articoli e gli emendamenti della pl sono stati approvati all'unanimità - ricorda Bonafoni - Il provvedimento è passato ora in commissione Bilancio dove sarà scritta la norma finanziaria. Poi tornerà in commissione Sanità per la votazione finale del testo e sarà pronto per l'Aula. L'impegno con i proponenti è quello di avere un finanziamento importante rispetto a una legge che valutiamo essere un asset strategico della Regione che vogliamo costruire. Di sicuro, la legge vedrà l'istituzione di un fondo sull'invecchiamento attivo".

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