La sfida di Salvini sul caso Gregoretti: "Vinciamo in Emilia, poi tutti a processo con me"

Federica Valenti

Dall'Emilia Romagna risuona il 'richiamo' di Matteo Salvini, mantra delle ultime settimane in vista della decisione del Senato in merito all'autorizzazione a procedere contro di lui avanzata dal Tribunale dei ministri di Catania per sequestro di persona nella gestione dello sbarco dei migranti salvati dalla nave Gregoretti. A pochi giorni dal primo 'verdetto', quello della giunta per le elezioni e l'immunità di Palazzo Madama, atteso per il 20, il segretario leghista torna a chiamare a raccolta il 'suo' popolo.

"Non processeranno me, ma milioni di italiani che vogliono un Paese ordinato e sicuro", ripete, nel corso di un comizio in centro a Modena. "Io festeggio con voi il 27 gennaio", promette il capo di via Bellerio, riferendosi al voto regionale emiliano-romagnolo, "e voi venite con me in Tribunale a febbraio". "Proveremo a resistere insieme alla giustizia italiana e vedremo chi ha la testa più dura", garantisce.

"Come vedo una ruspa mi emoziono"

La tappa nel cuore delle cittadina emiliana arriva al termine di una giornata interamente dedicata al Modenese, con inizio a Finale. Nel Comune della Bassa, duramente colpito dal terremoto del 2012, Salvini visita una discarica e 'rispolvera' la ruspa. "Come vedo una ruspa mi emoziono. Sentite che musica", scherza filmandosi con dietro il veicolo divenuto un simbolo del suo atteggiamento politico.

Assente la candidata leghista, Lucia Borgonzoni, che ha partecipato ad altri appuntamenti elettorali (parte della strategia del partito per mostrare l'autonomia della senatrice dal suo capo), Salvini fa poi tappa in un caseificio di San Possidonio, a Mirandola e a Carpi. Per concludere il tour nella via della movida modenese, con un comizio improvvisato tra i pub, e una cena in pizzeria coi sostenitori.

Come da copione, il capo di via Bellerio promette di liberare l'Emilia-Romagna. "Da domenica abbiamo fatto più di venti incontri. E intanto Bonaccini è attaccato a Facebook", dice, criticando il governatore dem in corsa per la riconferma. Poi chiama tutti a raccolta per il grande evento programmato per l'ultimo sabato di campagna elettorale, il 18 gennaio. "Abbiamo deciso di chiudere a Maranello" cittadina della Ferrari, "nel simbolo dell'Emilia che guarda avanti", spiega. "Non so come chiuderanno gli altri, fra 'Sardine' e Bonaccini... si trovano sul fiume?". Quello Ferrari, aggiunge, è "l'unico rosso che ci piace".

La Lega vuole che l'Emilia-Romagna diventi "una Regione aperta a tutti, non con cittadini di serie A e di serie B e dove non si lavora solo per raccomandazione", assicura. "Avremo cinque anni per dimostrare che non sono solo parole".

"Il nuovo nemico della sinistra è Rita Pavone?"

Salvini poi non trascura gli altri due temi di giornata: i decreti sicurezza e Sanremo. "Da Roma mi dicono che il Pd ha presentato una proposta per superare i decreti sicurezza. Se proveranno a cancellarli li aspettiamo nelle piazze per raccogliere un milione di firme e fare un referendum", ribadisce.

Mentre sul festival della canzone italiana difende Rita Pavone e non mostra entusiasmo per la partecipazione di Rula Jebreal. "Oggi il nuovo nemico della sinistra è... Rita Pavone? Non ci sono più i comunisti, seri, di una volta", commenta. "La sinistra ha scoperto un nuovo nemico del popolo che è Rita Pavone, perché sovranista. Lasciamo che giochino col Festival di Sanremo, noi ci occupiamo di salvare quota 100". "Pare che stia assoldata come partecipante questa giornalista palestinese, che in passato ha detto che gli italiani sono un popolo di fascisti e razzisti: vabbé non è la prima e non sarà neanche l'ultima. Ma tutti sono contro Rita Pavone", conclude poi.