La sfida di Scarlett Johansson contro il web si conclude con una sconfitta

Scarlett Johansson nel 2018 (foto: Getty)

Il web è un posto meraviglioso e al contempo pericoloso. Interessante e noioso, affascinante e perverso. C’è tanta conoscenza e anche molte notizie false. E poi c’è il mondo del porno. Dai siti più conosciuti, sostanzialmente riconosciuti dall’intero web come una qualsiasi azienda che offre contenuti (possiamo citare Pornhub, ad esempio), si arriva a un sottobosco di totale perdizione che sottende sfruttamento, illegalità e non si ha idea di quante follie.

In questo calderone ci sono anche diversi titoli pornografici realizzati grazie agli effetti speciali. Attrici e attori porno che prendono le sembianze di divi di Hollywood, con simulazioni dei volti perfettamente riuscite. Tra le vittime di questo sistema c’è anche la 34enne Scarlett Johansson, una vera e propria macchina da soldi nell’industria cinematografica statunitense. Per anni l’attrice ha combattuto questo mondo, ma ora ha gettato la spugna.

I deepfake, cioè i citati video realizzati con software open source di intelligenza artificiale che sovrappongono le immagini dei vip a quelle degli attori pornografici, sono ormai una realtà sul web. Scarlett spiega cosa sta succedendo alla sua battaglia, ora a suo modo di vedere perduta: “Penso che dal punto di vista legale sia una battaglia inutile, soprattutto perché internet è un oscuro buco nero che si nutre di sé stesso. Ogni Paese ha le proprie regole sui diritti d’immagine, così mentre potresti essere in grado di ottenere una rimozione di certi siti che usano la tua faccia negli Stati Uniti, lo stesso potrebbe non avvenire in Germania. Anche se difendi le immagini col tuo volto, le stesse leggi sul diritto d’autore non si applicano oltreoceano. Mi ci sono tristemente scontrata moltissime volte. Alla base devo ammettere che provare a proteggersi da internet e dalla sua depravazione è fondamentalmente una causa persa“.

Scarlett Johansson nel 2002 (foto: Getty)

Scarlett ha affidato la sua resa al Washington Post, che ha ricordato come le sia riuscita a far condannare un hacker, nel 2012, che aveva rubato e diffuso sue immagini intime. Quell’uomo sta scontando 10 anni di prigione, ma sul web sono molte di più le persone che vedono video con il suo viso appiccicato su un’attrice a luci rosse: si parla di milioni di visualizzazioni.

L’attrice però non molla su un altro grande tema, che è quello della privacy. Questo diritto a lei negato dal web, per via della sua notorietà, può essere esercitato da tutti noi e deve essere difeso strenuamente: “Soggetti vulnerabili come donne, bambini e anziani dovrebbero prendere le massime precauzioni per proteggere le proprie identità e contenuti personali. Internet è solo un altro posto in cui il sesso vende e le persone vulnerabili sono sfruttate a questo fine. Ogni hacker principiante è in grado di rubare una password e sottrarre l’identità a qualcuno. Dipende solo dall’interesse che si ha a colpirlo“.

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