La sfida per aziende dell’alimentare: da product a health company

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Milano, 5 giu. (askanews) - Nel mondo i morti per fame (35 milioni) sono quasi gli stessi dovuti ad alimentazione sbagliata o eccesso di alimentazione (30 milioni). In Italia si spreca cibo per 10 miliardi di euro, con lo stesso cibo si potrebbero sfamare 13 milioni di persone (quanto la popolazione di Lombardia, Marche, Liguria). E ancora: un italiano su tre conduce una vita sedentaria, mentre il 45,5% risulta sovrappeso, con una quota di bambini delle scuole primarie, pari al 29,7%, risultata in condizione di eccesso ponderale (il 9,4% è obeso). E anche su questi numeri si registra un gap tra Nord e Sud del Paese, dove le percentuali negative crescono, penalizzando in particolare le classi più disagiate. Sono i paradossi "sconvolgenti" ricordati da Valerio De Molli, ceo e managing partner The European House - Ambrosetti in apertura del dibattito sul tema "Alimentazione e salute, quali sfide per i prossimi anni" in occasione del Forum Food & Beverage di Bormio.

Dieta scorretta e sedentarietà sono tra le prime cause di rischio per la salute e, a conti fatti, impattano anche sull'ambiente perché è dimostrata la correlazione tra la scarsa applicazione concreta della Piramide alimentare alla base della dieta mediterranea e il maggiore carbon foot print di un'alimentazione scorretta. Alle aziende del settore agroalimentare, ha concluso De Molli, si presenta quindi una sfida importante: un processo di trasformazione da product company, focalizzate solo sulla "costruzione" del prodotto, a health company, attente al benessere dell'individuo - consumatore anche con azioni di divulgazione ed educazione alimentare.

Alla seconda giornata del forum oltre al saluto istituzionale del sottosegretario del ministero delle Politiche agricole, Francesco Battistoni, è intervenuto in videoconferenza il Commissario europeo per l'Agricoltura e lo sviluppo rurale, Janusz Wojciechowski, che ha sottolineato come la crisi del Covid ci abbia fatto capire quanto sia importante l'alimentazione nella nostra vita e che proprio grazie a quanto accaduto, l'EU stia mettendo a punto delle pratiche per affrontare al meglio i momenti di crisi, sottolineando la necessità di garantire sicurezza alimentare e cibo sano lungo tutta la filiera anche ricorrendo alle risorse messe in campo dal Pnrr in corso di approvazione.

Il nutrizionista Giorgio Calabrese, dietologo ufficiale della Juventus e presidente del comitato scientifico per la Sicurezza alimentare presso il ministero della Salute è intervenuto sul tanto dibattuto tema del Nutriscore "che non ci mostra più ciò che noi mangiamo, ma la categoria di ciò che mangiamo" con difformità e squilibri nella corretta valutazione nutrizionale degli alimenti. Infine ha auspicato che le etichette dei cibi diventino più chiare ed educative, parametrando le indicazioni di calorie, nutrienti, sulle porzioni consigliate.

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