La sfida tra valute digitali nazionali e cripto farà bene a entrambe

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Le banche centrali hanno da tempo avviato programmi di accelerazione sul fronte delle valute digitali nazionali, per arginare il successo delle criptovalute come bitcoin e occupare lo spazio che ora sta prendendosi la moneta decentralizzata. La contrapposizione tra centralizzazione e decentralizzazione è accesa soprattutto in Paesi come la Cina che sono molto avanti nella realizzazione della propria CBDC: la People's Bank of China è più volte intervenuta aggressivamente sulle attività delle valute virtuali e il Governo ha osteggiato pesantemente anche l'estrazione mineraria delle criptovalute che prima prosperava nel paese. Il giro di vita ha anche determinato il crollo del valore di bitcoin per quasi 300 miliardi di dollari, prima dell'attuale e vigorosa risalita.

Ma la PBoC non è la sola istituzione che si oppone alle cripto. La maggior parte delle altre banche centrali sta seguendo lo stesso percorso: dalla Banca d'Inghilterra alla Banca di Russia, dalla Federal Reserve statunitense e della Banca del Giappone da una parte sono attive nel limitare la loro diffusione dall'altra restano vigili puntando all'introduzione della proprie Central Bank Digital Currencies. Il cancelliere britannico Rishi Sunak, per esempio, ha di recente lanciato l'idea di un Britcoin, una valuta digitale simile al Bitcoin, controllata e resa stabile dalla Banca d’Inghilterra. Sunak l'ha definito il più grande sconvolgimento nella storia del denaro: il britcoin avrebbe la finalità d portare una serie di vantaggi ai cittadini e alle piccole e medie attività. Eliminerebbe, infatti, i costi delle operazioni bancarie e taglierebbe i tempi per il trasferimento di denaro nel sistema bancario. Tuttavia, i critici avvertono che una versione digitale della sterlina potrebbe portare a una maggiore instabilità finanziaria, rendendo più difficile per la Banca regolamentare l'economia con politiche monetarie come stabilire i tassi di interesse.

La contrapposizione tra CBDC e criptovalute, tra centralizzazione e decentralizzazione è finora stato percepita come un meccanismo out-out: più spazio prenderanno le valute digitali nazionali più lo toglieranno a bitcoin e fratelli. Ma, ora, gli esperti ritengono che una maggiore concorrenza tra le due parti possa in realtà fornire una spinta complessiva all'intero sistema. Su Forbes, Sean Stein Smith, professore di economia al Lehman College di New York, ha spiegato che non c'è nessuna ragione per credere che le CBDC renderanno obsoleto bitcoin. La spinta nazionalistica, in realtà, potrebbe rivelarsi una risorsa per criptovalute tradizionali: bitcoin, alla fine, “diventerà più forte di prima”.

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