"La Germania va verso la catastrofe". L'allarme degli anestesisti tedeschi

·6 minuto per la lettura

AGI -  "Il sistema sanitario tedesco va in direzione di una catastrofe": è quanto scrivono gli anestesisti tedeschi in un drammatico appello al ministro alla Sanità Jens Spahn, nel quale chiedono "passi efficaci" per contrastare la quarta ondata della pandemia da coronavirus, che ha colpito la Germania in maniera particolarmente forte.

Nella lettera a Spahn, l'Associazione degli anestesisti tedeschi (Bda) e la Società tedesca per l'anestesiologia e la medicina intensiva affermano che solo una stretta decisa permetterà "di avere una chance realistica di scongiurare un collasso nelle terapie intensive e in altri ambiti del sistema sanitario". 

Intanto Angela Merkel è tornata ad alzare la voce a fronte del drastico aumento dei contagi in Germania. “La situazione della pandemia è drammatica”, esclama la cancelliera intervenendo alla conferenza delle città a fronte dell'ennesimo record di nuovi contagi registrati in Germania.

L'Oms ha vvertito che il numero di morti per coronavirus in Europa è cresciuto del 5% nell'ultima settimana, rendendola l'unica regione al mondo dove c'è stato un aumento della mortalità. Nel resto del mondo i decessi sono rimasti stabili o sono diminuiti, totalizzando 50 mila.

I casi di Covid sono saliti globalmente del 6%, frutto degli incrementi registrati nelle Americhe, in Europa e Asia; dei 3,3 milioni di casi, 2,1 milioni sono quelli europei.

I germania i nuovi casi hanno raggiunto quasi i 53 mila positivi, stando ai dati del Robert Koch Institut, il centro epidemiologico nazionale, con un'incidenza che tocca super 336 infezioni su 100 mila abitanti nei sette giorni, mentre cresce anche il numero delle vittime (294 i decessi 24 ore, secondo l'Rki), e le terapie intensive negli ospedali tedeschi rischiano di nuovo il sovraffollamento.  

È anche per questo che Merkel si lascia sfuggire un accento polemico nei confronti dei partiti ‘semaforo' (Spd, Verdi e liberali) impegnati nei negoziati per la formazione di un nuovo governo federale: “Per me non vi è alcun dubbio che siamo nel mezzo di una situazione d'emergenza”, scandisce la cancelliera uscente, riferendosi alla decisione dei ‘coalizzandi' di far terminare, come previsto, al 25 novembre lo Stato d'emergenza epidemico nazionale.

La quarta ondata colpisce il nostro Paese con tutta la forza”, insiste l'ex ‘ragazza dell'est', secondo la quale è necessario fissare un tetto per il sovraccarico degli ospedali superato il quale dovranno scattare ulteriori misure per tornare ad abbassare la curva epidemica.

“Sarebbe una catastrofe agire solo quando le terapie intensive sono già piene”, si allarma la cancelliera, che confessa di provare una “profonda preoccupazione” sul progredire delle infezioni in alcuni Laender, in particolare in quelli in cui la quota di vaccinazione è relativamente bassa, come per esempio Sassonia, Sassonia-Anhalt, Turingia.

La situazione è problematica anche in Baviera, dove si registrano incidenze che toccano localmente 1000 contagi sui 100 mila abitanti: sono ben 700 in più rispetto alla media nazionale.

Non a caso le parole di Merkel arrivano il giorno prima del vertice con i governatori dei Laender, dove decidere le prossime mosse per arginare i contagi: quello a cui punta la cancelliera uno “sforzo di portata nazionale”.

In Germania la cancelliera uscente Angela Merkel ripete ancora una volta il suo appello: “Si deve procedere con urgenza ad aumentare il ritmo delle vaccinazioni, per superare in modo più o meno sostenibile le difficili settimane dinnanzi a noi”, e questo vale anche per quel che riguarda la somministrazione delle terze dosi di vaccino anti-Covid.

Si capisce che per Merkel la conferenza con i Laender arriva fin troppo tardi: “Al virus non importa per nulla se la Germania si trova in mezzo a un governo degli affari correnti e la formazione in corso di un nuovo esecutivo”, sbotta.  

Così, mentre il numero dei pazienti nelle terapie intensive tedesche arriva a 3360, si continua a ragionare di ulteriori misure: a quanto anticipa il Tagesspiegel, una delle decisioni che potrebbero uscire dal vertice di domani è la possibilità per i Laender di dichiarare nuovi lockdown anche oltre la fine dello Stato d'emergenza pandemico, ivi comprese norme di coprifuoco e chiusure di scuole.

L'altro fronte ovviamente è quello dei vaccini. “Ci aspettiamo che nelle prossime settimane arrivi il via libera da parte dell'Ema alla somministrazione di Pfizer/Biontech anche per i ragazzi sotto i 12 anni”, ha dichiarato da parte sua un portavoce del ministero della Sanità a Berlino.

Ma attualmente il tema più dibattuto in Germania – dove è solo il 67,6% della popolazione ad essere completamente vaccinato contro il coronavirus, ossia 56 milioni di persone, mentre è ferma al 70,1% la quota di coloro che hanno avuto la prima dose - è quello del cosiddetto ‘booster', ossia la terza dose di siero anti-Covid. Ieri sera, in una trasmissione della Zdf, è stato Thomas Mertens, il presidente della Commissione permanente per la vaccinazione tedesca (Stiko), ad anticipare che la terza dose sarà raccomandata per tutti gli adulti, ossia a partire dagli over-18.  

Fino ad adesso la Commissione permanente aveva raccomandato il terzo richiamo solo dai 70 anni in su, oltreché a chi risiede nelle case di cura ed il personale sanitario a partire dai sei mesi dall'ultima immunizzazione.

Pure il ministro uscente alla Sanità, Jens Spahn, qualche giorno fa si è detto favorevole alla somministrazione della terza dose per tutti gli over-18. La Stiko, così sempre Mertens, ha corretto le proprie stime per quel che riguarda la quota di immunizzazione necessaria per mettere in sicurezza il Paese dal coronavirus: “Dobbiamo arrivare intorno al 90%. Anzi, più alta è la percentuale, meglio è: a quel punto abbiamo veramente la possibilità di superare il tutto”. 

A fronte di una cartina della Germania ormai tutta rossa fuoco (il colore utilizzato per indicare lo stato d'avanzamento dei contagi di coronavirus), i Laender hanno già cominciato ad avviare nuove strette nella speranza di spezzare l'onda: ultimo in ordine di tempo lo Schleswig Holstein, che oggi ha annunciato la riduzione dei contatti privati in ambienti chiusi per le persone non vaccinate ad un tetto massimo di dieci persone.

Inoltre, a chi non ha avuto alcuna immunizzazione contro il Covid da lunedì verrà d'ora in poi negato l'accesso ai ristoranti, agli alberghi, alle strutture sportive al chiuso, a tutti i servizi che implichino il contatto fisico (con l'eccezione dei parrucchieri e delle prestazioni mediche), mentre a scuola tornano d'obbligo le mascherine.

Altri Laender avevano annunciato nei giorni scorsi le nuove strette: dopo la Baviera, dove è già in vigore la regola del ‘2G' - ossia l'accesso ai ristoranti, bar, cinema e similari, solo a chi è vaccinato o guarito dal Covid - ieri anche la Turingia, il Nord-Reno Vestfalia, il Baden Wuerttemberg, la Sassonia (dove d'ora si potrà accogliere in casa solo una persona non vaccinata), Berlino ed Amburgo hanno avviato forme di chiusure ai non vaccinati: solo chi è immunizzato oppure guarito dal Covid può accedere determinati ambiti della vita pubblica, a partire dalla gastronomia, gli alberghi, musei, bari, discoteche, teatri, cinema, palestre ed eventi pubblici.  

Non è escluso che la regola del ‘2G' (che nella sostanza appare essere una forma anche più severa del nostro green pass), oltreché nei singoli Laender, sarà varata anche a livello nazionale: tra gli altri, è il governatore bavarese Markus Soeder ad esprimersi a favore del divieto d'accesso ai non vaccinati in tutto il Paese nonché l'introduzione dell'obbligo vaccinale per certe categorie di lavoratori, per esempio il personale sanitario e quello scolastico.

 

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli