La situazione di forte disagio vissuta nella Rsa siciliana

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covid rsa bronte infermiere
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Continua l’emergenza covid in Italia con notizie e dati che preoccupano in ogni singolo territorio dello stivale. Osservata speciale è la Sicilia dove si tengono sotto stretta osservazione i numeri dei ricoveri ospedalieri e quelli delle terapie intensive. Disagio arreca alla Regione in questo momento quanto sta avvenendo in una Rsa, residenza per anziani, di Bronte, Catania, dove ad assistere le 70 persone ospitate è rimasto un solo infermiere.

Covid, l’infermiere della Rsa di Bronte

Al San Vincenzo De’ Paoli, questo il nome della struttura, lo stato d’emergenza è stato denunciato dai familiari degli ospiti, in maggioranza anziani, ma anche persone disabilità mentali. Tutta l’attività grave sulle spalle di un solo operatore infermieristico, costretto a lavorare in una situazione di gravi disagio con la Rsa sigillata da settimana a causa di diversi casi di positività al coronavirus riscontrati al suo interno.

“In questo momento – comunica il responsabile della San Vincenzo De’ Paoli – è difficile reperire personale medico e infermieristico in grado di rispondere alle esigenze degli anziani ospiti”. Sulla questione è intervenuta anche la politica locale, con il Pd che ha chiesto che venga messo a disposizione della struttura il personale medico dell’esercito. Una situazione ampiamente fuori controllo nella quale cominciano purtroppo anche ad arrivare le prime vittime: un’anziana di 85 anni è deceduta dopo aver contratto il covid.

La situazione di disagio della Rsa di Bronte viene confermata anche a livello generale nella città dove, secondo l’ultimo bollettino, sono 410 i nuovi casi di positività con 649 persone in isolamento fiduciario.