La sorella di Brandon Lee e il caso Baldwin: via le armi dai set

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Milano, 2 nov. (askanews) – “Viviamo nel 21° secolo, la tecnologia esiste e se non esiste dovremmo inventarla penso che sarebbe più sicuro per la salute mentale e i livelli di ansia di tutti abbandonare l’uso di armi da fuoco reali sui set”. A dire la sua nel dibattito che si è aperto dopo l’incidente sul set di “Rust” è Shannon Lee, la sorella di Brandon Lee. L’attore è morto in circostanze simili a quelle di Halyna Hutchins, la direttrice della fotografia uccisa da Alec Baldwin con una pistola che doveva essere a salve e invece era carica, all’insaputa dell’attore.

“Penso che ci siano un certo numero di produzioni che hanno deciso di allontanarsi dalle vere armi da fuoco, ma non credo che l’idea sia popolare all’interno del settore in questo momento”, aggiunge Lee, produttrice ed ex attrice.

Brandon Lee morì sul set de “Il Corvo” nel 1993 ucciso da un’arma di scena. Aveva 28 anni.

“Non ho mai parlato con Michael Massee – dice la sorella, citando l’attore che sparò inconsapevolmente il colpo fatale – Anche se ero dispiaciuta per lui, ora è morto, ma mi sono sentito molto dispiaciuta per lui, è una cosa orribile aver causato la morte di qualcun altro. Ed è la stessa cosa che sento anche per Alec Baldwin”.

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