La spaccatura con l’Ovest di Russia e Cina si approfondisce

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Milano, 23 mar. (askanews) – Affondo dei capi della diplomazia russa e cinese sulla politica dell’Occidente in materia di vaccini contro il coronavirus, mentre è al culmine la tensione in merito all’approvazione dell’UE per il vaccino russo Sputnik V. In una conferenza stampa nella città di Nanning, nel sud della Cina, il cinese Wang Yi e il russo Sergei Lavrov hanno respinto le critiche esterne ai loro sistemi politici e hanno affermato che stanno lavorando per ulteriori progressi globali su questioni dal cambiamento climatico alla pandemia di coronavirus.

La Russia accusa Bruxelles di rallentare deliberatamente questo processo. Bruxelles, da parte sua, accusa Mosca e Pechino di “usare vaccini a scopo di propaganda”, dopo essersi unita a Usa, Gran Bretagna e Canada nell’imporre sanzioni ai funzionari cinesi per le accuse di aver abusato delle minoranze etniche.

Intanto Lavrov, il ministro degli esteri russo, in visita ufficiale in Cina, scandisce: “Non ci sono relazioni con l’Unione Europea come organizzazione. L’intera infrastruttura di queste relazioni è stata distrutta dalle decisioni unilaterali di Bruxelles”. E poi aggiunge: gli occidentali “stanno cercando di ritrarre la Russia e la Cina come opportunisti nel campo della cosiddetta diplomazia dei vaccini. Questo non è assolutamente vero”.

Due fronti, insomma. Quello che è vero ed è più che evidente, è che i rapporti tra Est e Ovest non sono mai stati così tesi. “Abbiamo notato la natura distruttiva delle intenzioni degli Usa di minare l’architettura legale internazionale incentrata sulle Nazioni Unite, facendo affidamento sulle alleanze politico-militari dell’era della Guerra Fredda e creando nuove alleanze chiuse nella stessa ottica” ha aggiunto Lavrov, proprio mentre Antony J. Blinken, Secretario di Stato americano arrivava a Bruxelles nel quartier generale della Nato.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio a cura di Linda Verzani

Immagini Afp, a cura di askanews