La Spagna torna al voto, ma si rischia un nuovo stallo politico

Madrid, 7 nov. (askanews) - Domenica 10 novembre la Spagna torna alle urne per il secondo voto politico di quest'anno, il quarto in quattro anni, con lo spettro di una nuova impasse. Il premier socialista ad interim Pedro Sanchez ha preso le distanze dalla sinistra anti-austerità di Unidas Podemos, usando toni moderati alla ricerca dei voti di centro. Ma il leader di Podemos, Pablo Iglesias, ha rimproverato a Sanchez di avvicinarsi alla destra, insistendo sulla necessità di una "coalizione progressista di sinistra".

Dalla parte opposta, il capo del Partido Popular, Pablo Casado, ha vinto il duello con il numero uno di Ciudadanos, Albert Rivera, per la leadership del blocco della destra. Il partito di Rivera è in caduta libera dall'ultimo voto di aprile e rischia di perdere i due terzi dei seggi al Congresso.

C'è inoltre Santiago Abascal, il leader del nuovo partito di estrema destra Vox, che nell'ultimo dibattito alla tv pubblica ha usato toni forti anti-immigrazione e nazionalisti, attaccando le autonomie regionali e - spinto soprattutto dalla crisi catalana - potrebbe raddoppiare i seggi e finire dietro a socialisti e popolari.

Il panorama politico è, quindi, molto frammentato: rispetto all'ultimo voto, se la destra è ancora disposta a coalizzarsi, a

sinistra Sanchez continua a escludere un governo con Podemos.

Ma tra i protagonisti della sfida elettorale c'è anche il co-fondatore di Podemos, Inigo Errejòn, che ha lasciato il partito in polemica con Iglesias e si presenta al voto con la sua formazione Mas Paìs (Più Paese), puntando agli elettori di sinistra "delusi", anche se per molti rischia di

frammentare ulteriormente i voti a favore della destra.

Sul voto pesa poi il fronte catalano. La crisi è scoppiata nuovamente dopo le dure condanne della Corte suprema ai leader separatisti per il referendum sull'indipendenza, con enormi proteste e rivolte per le strade. La destra si è schierata con il governo, che ha difeso il verdetto; Casado e Rivera hanno accusato Sanchez di volere il sostegno dei partiti indipendentisti anche se il premier ha usato la mano pesante e ha promesso di reintrodurre il divieto di referendum illegali, che il suo stesso partito aveva rimosso dal codice penale anni fa. Insomma, con queste premesse, è quasi impensabile che un solo partito domenica conquisti la maggioranza dei seggi.