La Spezia, scoperti 230 badanti evasori totali: nascosti 11 mln

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Roma, 2 dic. (askanews) - Con un'operazione chiamata "Bada bene", la Guardia di Finanza di La Spezia ha individuato 230 collaboratori domestici risultati evasori totali: pur avendo percepito redditi superiori alla soglia di esenzione, non hanno presentato per anni la prevista dichiarazione dei redditi. In totale ammontano a 11 milioni i redditi nascosti al Fisco.

Il servizio è scaturito nell'ambito dei controlli sulla percezione di prestazioni sociali agevolate: è emerso che le richieste provenienti da lavoratori domestici - per lo più stranieri, in prevalenza provenienti dall'est Europa o dal Sud-America - come "colf" e badanti avevano omesso sistematicamente di indicare il reddito percepito dall'attività lavorativa all'atto della richiesta dell'agevolazione.

Per questa particolare categoria di lavoratori, ricorda la GdF, il datore di lavoro non rientra tra i sostituti d'imposta e lo stesso ha quindi solo l'obbligo di rilasciare una dichiarazione dalla quale risulti l'ammontare delle somme erogate nell'anno e di dare comunicazione all'INPS dell'assunzione del lavoratore. Permane, invece, l'obbligo dichiarativo in capo al collaboratore domestico.

L'ispezione ha riguardato 230 collaboratori familiari che, per gli anni d'imposta dal 2014 al 2017, non hanno presentato la dichiarazione di redditi derivanti da lavoro dipendente, omettendo di dichiarare redditi per un importo complessivo superiore agli 11 milioni di euro e sottraendosi, così, al pagamento di imposte per circa 3 milioni di euro.

Inoltre, alcuni dei controllati hanno maturato una posizione contributiva che gli ha consentito a fine rapporto di richiedere il sussidio di disoccupazione (il NASpI) che in molti casi ha superato i 5.000 euro, oltre che naturalmente l'assistenza sanitaria e tutto ciò, senza versare alcuna imposta allo Stato. In un caso, una sola colf ha omesso di dichiarare oltre 100.000 euro di reddito in soli 5 anni.

Tutti i lavoratori interessati hanno, comunque, ammesso la "dimenticanza" ed hanno manifestato la volontà di voler sanare al più presto la propria posizione con il Fisco: emblematico il caso di una lavoratrice che si è presentata mostrando la propria carta di credito, poiché voleva saldare immediatamente quanto dovuto.

Alcuni dei lavoratori domestici controllati non solo avevano "nascosto" al fisco i propri redditi, ma avevano anche fatto richiesta di agevolazioni per prestazioni o servizi sociali e assistenziali, come l'iscrizione a scuola dei figli o all'università, il servizio mensa o l'esenzione del ticket sanitario, in realtà non spettanti per effetto dei redditi conseguiti.