“La spina l'ho attaccata io, perché dovrei staccarla?”, dice Renzi del governo

alberto ferrigolo

“La spina l'ho attaccata io, perché dovrei staccarla?” In un'intervista al Corriere della Sera, il leader della neonata Italia viva, Matteo Renzi, dice che “il rischio elezioni non esiste”. E che lui farebbe fibrillare il governo “lo sostengono i retroscena. Io non credo al gossip, credo alla politica” aggiunge. “Senza di noi questo non sarebbe mai nato” chiosa poi Renzi. Insomma, la legislatura “durerà fino al 2023” assicura l'ex premier ed ex segretario Pd. “E questo Paramento eleggerà il successore di Mattarella” garantisce.

È ottimista, Matteo Renzi. Che in merito alle polemiche sulla legge di Bilancio dice anche che essendo la legge più importante dello Stato è “normale si discuta”. E poiché nel 2018 il Parlamento ha ricevuto un testo dal governo senza poter emendare alcunché, quella “è stata una pagina vergognosa nella vita parlamentare stigmatizzata da tutte le istituzioni, a cominciare dal presidente della Repubblica” mentre quest'anno che “la musica è cambiata, il Parlamento potrà migliorare il testo del governo”. E poi Renzi aggiunge: “Nessuno ha i ‘pieni poteri' in Italia, fortunatamente”.

Ma sulla legge di bilancio, il leader di Italia viva vede sia il bicchiere mezzo pieno, come l'aver evitato l'aumento dell'Iva e altri provvedimenti, ma anche il bicchiere mezzo vuoto “su partite Iva, sugar tax, tasse sulla casa” che, garantisce, “riusciremo a riempirlo”, facendo proposte “con coperture puntuali, per evitare l'aumento delle tasse”. Insomma, dice Renzi, “vinceremo sui microbalzelli”. Mentre su quota 100 “sarà più difficile perché Lega e Cinque Stelle voteranno insieme”. “Ma è giusto fare la battagli”, aggiunge anche, perché “spendere 20 miliardi in tre anni per 150 mila persone è un errore clamoroso. Avremmo dovuto mettere quei soldi per i giovani, per gli stipendi, per le famiglie” puntualizza.

Poi sul carcere agli evasori Renzi precisa che “il populismo semplifica ogni concetto” perché “il carcere per gli evasori c' è già, previsto da anni. E anche la custodia cautelare per reati minimi. Qui hanno solo alzato le soglie. La vera sfida è rovesciare il ragionamento e introdurre un sistema premiale, una patente a punti fiscale. Se paghi e fai bene per anni, quando commetti un errore veniale, ti sanziono ‘togliendoti qualche punto'. Chi sbaglia paga” chiosa.

Così sula “svolta culturale” raggiunta con il carcere agli evasori tanto sbandierata dal ministro Bonafede, Renzi taglia corto: “Nel Paese del Beccaria la rivoluzione culturale non è godere se uno va in carcere ma far pagare le tasse a tutti. E per farlo servono le detrazioni, la fatturazione elettronica, lo scontrino digitale, la precompilata: il tintinnio di manette non serve, l'incrocio delle banche dati sì”. Poi subito dopo annota: “Un anno fa Conte e Bonafede firmavano leggi sui condoni fiscali. Se oggi si sono convertiti alla lotta all'evasione per me è un fatto positivo. Meglio tardi che mai”.

E su un alleanza più stretta Pd-5Stelle cui guarda Zingaretti, Renzi puntualizza sul fatto che “il governo nasce per una situazione di emergenza” ma che “un accordo strutturale organico con i Cinque Stelle per me è fuori da ogni immaginazione” anche se “si apre uno spazio enorme per una casa riformista che rifiuti gli estremismi: la casa di Italia viva”, aggiunge, verso la quale son previsti nuovi arrivi. “Ogni giorno cresciamo” e “quando si voterà tra tre anni saremo sicuramente in doppia cifra” si dice sicuro il leader di Iv. La cui sfida è “passare dal partito personale al partito delle persone” per diventare “la vera novità della politica italiana”.

E se Salvini vince in Umbria, ci saranno contraccolpi sul governo? “L'Umbria è una regione bellissima. Ma, appunto, una regione. Una cosa sono le Comunali, una cosa sono le Regionali, una cosa saranno le Politiche” conclude Renzi.