La stagione del teatro Quirino di Roma nel nome di Gassman e nel segno di Pirandello

(Adnkronos) - Fedele alla sua lunghissima tradizione, che quest'anno supera il secolo e mezzo di vita, il teatro Quirino presenta la sua prossima stagione - firmata dai condirettori Geppy Gleijeses e Guglielmo Ferro con l'ad Rosario Coppolino e dedicata a Vittorio Gassman, cui il teatro è intitolato, nel centenario della sua nascita - per un cartellone ricchissimo lungo 8 mesi, dal 27 settembre al 28 maggio, per ben 26 proposte teatrali, con Luigi Pirandello a 'recitare' il ruolo di primo in classifica grazie alla proposta di ben quattro sue commedie. Ma il drammaturgo siciliano è in ottima compagnia, fra William Shakespeare e Moliere, Giovanni Verga ed Henrik Ibsen, Federico De Roberto e Arthur Miller, Tennessee Willimas e Agatha Christie, Eduardo De Filippo e Harol Pinter, oltre al classico Seneca e alle proposte contemporanee.

"Resistiamo e siamo i soli fra i grandi teatri di prosa nella capitale, visto che il Valle è chiuso, l'Argentina è commissariato e dell'Eliseo è meglio non parlarne... Siamo il 'tempio della prosa' a Roma", sottolinea con orgoglio Geppy Gleijeses, che proporrà 'Uomo e galantuomo' di Eduardo oltre a firmare due regie. "Siamo rimasti solo noi - osserva sulla stessa lunghezza d'onda Guglielmo Ferro, che dirigerà Emilio Solfrizzi nel 'Malato immaginario' di Moliere, Pippo Pattavina nei 'Vicerè' da De Roberto ed Enrico Guarneri in 'La roba' dalle novelle del Verga - Siamo gli unici e questo comporta scelte di qualità e la responsabilità di andare avanti, con voglia e con coraggio. Al Quirino, il pubblico troverà il meglio del teatro italiano in circolazione, faremo un'altro grande anno di programmazione, resistendo con gioia".

Cartellone ricco di titoli, di classici del teatro e anche della letteratura, portati in scena da attori e attrici di gran nome, diretti da registi di firma. Fra i primi si possono elencare Gabriele Lavia anche regista con 'Il berretto a sonagli' in una particolarissima versione che integra il testo in italiano con quello in siciliano attingendo così a un 'doppio' Pirandello; Silvio Orlando reduce dal premio David di Donatello quale miglior attore protagonista, che riproporrà 'La vita davanti a sé' di Romain Gary; Franco Branciaroli per 'Il mercante di Venezia' di Shakespeare; Andrea Jonasson con l'attrice austriaca, vedova di Giorgio Strehler, che torna a recitare in Italia per 'Spettri' di Ibsen; Elena Sofia Ricci per il poco rappresentato 'La dolce ala della giovinezza' di Williams; Milena Vukotic e Pino Micol per 'Così è se vi pare' di Pirandello.

E ancora: Gianluca Guidi nell'inedito di Michele Guardì 'Il caso Tandoy' tratto da un fatto di cronaca reale accaduto in Sicilia; Filippo Dini per 'Il crogiuolo' di Miller; Carlo Buccirosso con la novità 'L'erba del vicino è sempre più verde'; Pippo Pattavina con Marianella Bargigli nella riproposizione di 'Uno, nessuno e centomila' di Pirandello, successo della stagione appena conclusa; Vanessa Gravina per 'Testimone d'accusa' già film tratto dal giallo di Agatha Christie, Lucia Lavia in 'Come tu mi vuoi' altra proposta pirandelliana; Lunetta Savino per 'La madre' di Florian Zeller; la coppia Tosca D'Aquino e Giampiero Ingrassia con 'Amori e sapori nelle cucine del Gattopardo' che rievoca e rivisita le atmosfere del romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa rese celebri dal film di Luchino Visconti; Veronica Pivetti in 'Stanno sparando sulla nostra canzone', Paolo Pierobon in 'Riccardo III' di Shakespeare.

Per il settore Quirino Contemporaneo, cinque proposte in apertura e chiusura di stagione: 'Un té per due regine' con Marilù Prati e Caterina Casini, 'Fedra' da Seneca, 'L'Oreste', 'L'ombra di Totò' di Emilia Costantini sulla controfigura di Antonio de Curtis, 'Il calapranzi' con Greg e Simone Colombari. Non mancherà neanche un momento di musica e danza, grazie al Balletto di Roma che proporrà 'Astor', un secolo di tango con la musica di Astor Piazzolla. E a proposito di balli, chiosa Geppy Gleijeses condirettore artistico del teatro Quirino: "Se fossimo in discoteca a ballare, ora saremmo tutti senza le mascherine; invece qui, seduti a teatro, siamo obbligati a indossarle e qualcuno mi dovrebbe spiegare perché...". Sarà per la prossima stagione, si spera...

(di Enzo Bonaiuto)

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