La stanza 'da ricchi' dei due americani

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"Non avevo capito che era un carabiniere, ho avuto paura, credevo fosse uno dei pusher". Sono le parole che ha ripetuto al suo difensore in carcere Finnegan Lee Elder, il giovane americano che ha confessato di aver accoltellato il vice brigadiere Mario Cerciello Rega.

di Silvia Mancinelli Un letto così grande da addormentarsi e perdere l’orientamento al risveglio. Moquette blu con linee geometriche chiare a dare movimento, lenzuola bianche che i due avevano stropicciato dopo la folle notte a rincorrere l’uomo al quale avevano rubato il borsello e ad aggredire i carabinieri che li avevano bloccati, uccidendone uno. La birra sarda sul comodino in legno di faggio e una confezione di pasticche ancora tra le coperte. E' la camera 109 dell’albergo "LeMeridien Visconti Rome" in via Federico Cesi, nel quartiere Prati. Una stanza al primo piano oggi sigillata con il nastro con scritto "Evidence" e dove sulla porta il foglio lasciato dai carabinieri la dichiara sotto sequestro penale a disposizione della Procura.  

E' qui che i militari del Nucleo di via In Selci, che hanno fermato Natale Hjorth Gabriel Cristian e l’amico Elder Finnegan Lee, hanno trovato il coltello usato per uccidere il vicebrigadiere Mario Rega Cerciello la notte tra il 25 e il 26 luglio scorso nella vicina via Pietro Cossa e qui che i due turisti, 19 anni il primo 20 l’altro, dormivano durante la vacanza romana. Wi-Fi gratuito, un centro fitness al piano seminterrato, servizi di vero lusso e bagno con tutti i comfort per rilassarsi dopo le notti brave. Un albergo da 214 euro a notte in su, dove "prenotare una stanza è un’impresa" come spiega la barista all’interno dell’hotel. E' sempre tutto pieno e anche oggi nella hall una fila di gente attende che si liberi una sistemazione".