La stoccata del ministro Trenta alla Lega: "Manca la lealtà"

alberto ferrigolo

“Credo che i governi debbano nascere sui valori e sulle idee, con obiettivi a lungo termine. Serve un governo che duri quattro anni, ma che soprattutto guardi alle generazioni future”.  È risoluta e ferma lil ministro della Difesa Elisabetta Trenta nel rispondere a la Repubblica che le chiede con chi terminerà il lavoro di governo, nella sua edizione su carta.

Poi sull'alleanza spezzata dalla Lega, “in termini di valori, per quanto sia distante dalla Lega” – con il cui leader Matteo Salvini si è trovata più volte in conflitto, anche di competenze – “anche con loro”, riconosce, “avevamo cominciato a lavorare bene, ma è necessario essere leali”. Alla domanda perché l'accordo si è spezzato, Trenta risponde che “c'è stata questa corsa in avanti, la voglia di capitalizzare anche a livello nazionale i voti delle europee, magari per qualche ministero in più” ma “quando si lavora insieme – precisa poi – è essenziale che ci sia rispetto delle competenze. Era necessaria una lealtà di fondo”.

E invece? “Invece ho visto la volontà di far vedere che era una sola persona a decidere tutto” replica. E “questo era l'inizio del tradimento”. Che si è consumato quando poi Matteo Salvini “si è deciso a staccare la spina, ma già prima era diventato difficile lavorare assieme”.

Il ministro passa poi in rassegna i tagli richiesti dalla Nato, pari “al 2 per cento del Pil” e anche se “per ora non siamo a questi livelli” dice di non essersi prefissa “l'obiettivo di ridurre ancora il budget” perché “solo l'efficienza delle forze armate ci permette di dire: siamo un Paese sicuro”. E sempre restando al bilancio e al budget disponibile, la Repubblica chiede se i programmi di acquisto degli f-35 rimangono invariati e per quanti aeromobili, domanda alla quale Trenta risponde che “sarà il premier del prossimo governo, che mi auguro sia Conte, a gestire il dossier” specifico.

“Io volevo dare all'Italia un profilo da produttore e valorizzare gli investimenti come l'impianto di Cameri. Fra personale e indotto, sono 2500 persone a lavorare” conclude la titolare del dicastero di via XX Settembre.