La storia clinica di Filippo Ferlazzo

Filippo Ferlazzo
Filippo Ferlazzo

Dal Tso, all’invalidità civile, alla comunità. Tutta la storia clinica di Filippo Ferlazzo, l’uomo che ha ucciso l’ambulante Alika Ogorchukwu a Civitanova Marche.

Filippo Ferlazzo: la storia clinica del killer di Civitanova

Filippo Ferlazzo, 32enne accusato dell’omicidio di Alika Ogorchukwu, era stato denunciato dalla madre, Ursula Loprete, lo scorso anno a Salerno per minacce ed era stato sottoposto a Tso. Dal trattamento era emerso che per i medici era un tossicodipendente aggressivo, con disturbi di personalità, una sindrome bipolare e comportamenti psicotici. La madre è il suo amministratore di sostegno. Roberta Bizzarri, l’avvocata d’ufficio, ha prodotto le cartelle cliniche durante l’udienza del giudice delle indagini preliminari, Claudio Bonifazio. Nell’ordinanza, il Gip ha descritto l’assassino come un “soggetto violento con alta pericolosità sociale“, che può uccidere anche “con un impulso immotivato mostrato nel reagire“.

Il giudice ha voluto approfondire la situazione psicologica dell’indacato, soprattutto per il disturbo bipolare di cui si parla nelle cartelle cliniche. Il Centro di Salute Mentale di Civitanova Marche, dopo il Tso di Salerno, lo aveva preso in carico. La madre Ursula era la sua tutrice, ma il ruolo non comportava un controllo da vicino e quotidiano. “Queste condizioni sussistono nei casi di tutela, inabilitazione e interdizione” ha precisato il procuratore Claudio Rastrelli a La Stampa. L’avvocata Bizzarri ha aggiunto che “la madre era amministratrice di sostegno di Filippo dal 2018 ma lui non è interdetto: conserva la capacità d’intendere e di volere con la possibilità di spostarsi liberamente“.

Filippo Ferlazzo, l’invalidità civile al 100% e il racconto del datore di lavoro

Da un anno e mezzo l’invalidità civile di Ferlazzo era arrivata al 100%, con diagnosi di disturbo bipolare di un soggetto con personalità borderline. Nel 2021 aveva concluso un progetto terapeutico in una comunità di Lecce e ad aprile era finito due volte al pronto soccorso, ma non sussistevano estremi per un nuovo Tso ma solo per un percorso di cura farmacologica. L’uomo avrebbe dovuto prendere appuntamento con un centro di salute mentale ma non lo ha fatto. Era tornato a Salerno e poi di nuovo a Civitanova Marche, dove conviveva con la compagna Elena e da un mese lavorava per la Steve Stampi.

Da giorni mi veniva dietro in preda all’ansia per chiedermi di rinnovargli il contrattino di un mese che sarebbe scaduto il 31 luglio. E io gli dicevo: tranquillo, non c’è fretta, ne parliamo quando scade” ha raccontato il datore di lavoro Stefano Cesca al Corriere. “Ma lui, all’improvviso, ha dato un calcio terribile alla porta del mio ufficio e poi è rimasto là fuori in silenzio, balbettando qualcosa mentre mi fissava” ha aggiunto, sottolineando che gli avrebbe comunque rinnovato il contratto perché era un bravo e affidabile operaio, che aveva subito imparato il mestiere. “Anche se alla Croce Verde dove faccio il volontario mi avevano detto di stare all’erta” ha aggiunto.

Filippo Ferlazzo, il profilo Facebook e le scuse della fidanzata

Il mio passato non è stato bello ma non lo rinnego perché mi ha reso forte oggi più di ieri e sarà il mio disprezzo domani” aveva scritto su Facebook 2 anni fa, come riportato dall’Ansa, parlando dei suoi demoni e parlando dell’importanza della tela. Una delle sue opere era diventata la copertina di un volume che raccoglieva contributi di operatori impegnati nel mondo degli esordi psicotici. Ci sono anche dei video in cui faceva gli auguri di compleanno alla madre, Ursula Loprete, architetta di Salerno e sua tutrice. La donna, un’interior designer e responsabile di un negozio di arredamento, era conosciuta anche per un bed and breakfast di lusso dove hanno soggiornato molti vip e si era candidata alle comunali lo scorso anno.

La compagna di Ferlazzo, Elena, di 48 anni, ha deciso di parlare attraverso la sua avvocata Carlotta Cerquetti. “Voglio isolarmi da una pressione mediatica così forte. Ma sono vicina alla famiglia della vittima. Chiedo scusa anch’io per quello che è successo. Prendo le distanze da quello che Filippo ha fatto, non me lo spiego. Mai avrei pensato che potesse arrivare a tanto, non avevo percepito il pericolo, pur conoscendo i suoi problemi psichiatrici” ha dichiarato la donna.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli